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Metalmeccanici, nuovo sciopero per sbloccare il contratto

Lunedì 11 luglio le tute blu incrociano le braccia per otto ore. E intanto blocco ad oltranza degli straordinari e della flessibilità

 

Ad un mese dall'ultima protesta i metalmeccanici trentini incrociano nuovamente le braccia: lunedì 11 luglio le tute blu scioperano per otto ore per il contratto nazionale. La mobilitazione decisa unitariamente da Fiom, Fim e Uilm del Trentino punta a tenere alta l'attenzione su un difficile rinnovo, bloccato nei fatti da Federmeccanica e Assistal. Sei mesi e poco meno di venti riunioni non hanno risolto il nodo degli incrementi salariali che, con la proposta di Federmeccanica sarebbero riconosciuti soltanto al 5% dei lavoratori.

Un atteggiamento di totale chiusura al confronto e alla mediazione, che le sigle sindacali insieme ai lavoratori puntano a superare “marcando stretto” Federmeccanica e Assistal con un articolato programma di proteste e mobilitazioni su tutto il territorio nazionale.

In Trentino già dal 23 giugno non si fanno straordinari e flessibilità; questa forma di protesta andrà avanti ad oltranza. Lunedì astensione dal lavoro in tutta la provincia, ad eccezione delle zone della Valsugana dove lunedì 11 luglio è giornata festiva, in questo caso lo sciopero slitta al 15 luglio. Per le aziende soggette alla disciplina dei servizi essenziali il blocco dello straordinario decorre dal 10 luglio secondo le modalità comunicate in azienda.

 

I punti di distanza tra imprese e sindacati sono ancora tutti sul tavolo. Fiom, Fim e Uilm ritengono inaccettabili le proposte di Federmeccanica e Assistal sulle retribuzioni: aumenti solo per chi è a paga sindacale nazionale, escludendo non soltanto coloro che godono di trattamenti individuali, ma anche tutti i lavoratori delle aziende dove vige un contratto aziendale, in questo modo il 95% dei metalmeccanici non percepirebbero gli incrementi, vedendo quindi calare il potere di acquisto. In Italia le tute blu sono 1,6 milioni, 9 mila in provincia.

Altro punto critico è il peso che Federmeccanica e Assistal vorrebbero riconoscere alla contrattazione aziendale, svuotando il contratto nazionale. Nella loro proposta la contrattazione aziendale, anziché essere integrativa della contrattazione nazionale, diventerebbe alternativa ad essa, avviando un percorso il cui inevitabile esito sarebbe, nei timori di Fiom, Fim e Uilm, il progressivo svuotamento del CCNL, il più grande contratto collettivo del settore privato di oggi diventerebbe marginale e irrilevante “contrattino” nei prossimi anni.

Per le tre sigle sindacali, invece, il nuovo accordo deve confermare il sistema su due livelli, con il ruolo generale del Ccnl sulle normative e sulla tutela del potere d'acquisto del salario, insieme alla qualificazione ed estensione della contrattazione di 2° livello aziendale e territoriale, per tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche. L'obiettivo è garantire ai lavoratori del settore un contratto nazionale che tuteli il potere di acquisto per tutti i metalmeccanici, che qualifichi le relazioni industriali, che estenda la contrattazione di 2° livello, migliori l'organizzazione del lavoro e le condizioni di lavoro e introduca nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità per tutti, tuteli tutte le forme di lavoro e l’occupazione, faccia ripartire gli investimenti e rilanci una vera politica industriale per il Paese.

Rimangono poi posizioni distanti anche su straordinari, maturazione dei permessi retribuiti e orario di lavoro.

 

 

Trento, 8 luglio 2016

 

 

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