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Porfido, positiva la crescita dell'export

Fillea: per agganciare questo trend è indispensabile riformare il settore con una nuova legge e nuova organizzazione

Un crescita del 6 per cento dell'export è sicuramente un dato positivo. Ed è la dimostrazione che quelle realtà che si consorziano e che investono su prodotti di qualità riescono ad ottenere risultati”. Commenta così Moreno Marighetti, responsabile del comparto lapideo di Fillea, i dati sull'andamento dell'export della pietra trentina relativi ai primi tre mesi di quest'anno. “E' chiaro che restano sul tavolo tutti i problemi del settore e anche le gravi difficoltà in cui versa, però, questo dato conferma ancora una volta che non si può superare la crisi senza innovare, sia sul piano produttivo sia sul fronte normativo”. Fillea, dunque, insiste ancora una volta sull'assoluta necessità di mettere mano in tempi brevi alla legge sul porfido con una riforma che fissi vincoli precisi sul piano delle concessioni e della loro revoca, sui soggetti preposti ai controlli, che garantisca la sicurezza dei lavoratori e che imponga alle aziende di consorziarsi in una realtà unica, superando la frammentazione del settore e soprattutto le dinamiche di concorrenza interna che hanno contribuito a mettere in ginocchio il porfido trentino e con esso molte aziende e tante famiglie a causa della perdita di moltissimi posti di lavoro. “Il settore può ripartire – conclude Marighetti -. La pietra trentina ha una buona qualità e spazi interessanti di commercializzazione anche all'estero. La concorrenza, però, si fronteggia con prodotti di qualità, non certo con lavorazioni di scarso valore”

 

Trento, 17 giugno 2016

 

 

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