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Ianeselli: “Serve un patto trasversale per rilanciare l'economia trentina”

Il segretario generale della Cgil del Trentino sull'analisi di Bankitalia. “Preoccupa il differenziale con l'Alto Adige. Servono politiche di contesto, investimento in cono

Il Trentino ha raggiunto in questi anni alti livelli di benessere economico e coesione sociale. La crescita economica, però, nell'ultimo periodo non è stata soddisfacente, come dimostra anche il preoccupante differenziale rispetto all'Alto Adige”. Commenta così il segretario generale della Cgil del Trentino i dati emersi dall'ultimo rapporto della Banca d'Italia sull'economia regionale. “Come ha evidenziato il professor Schiavo la stagnazione della nostra produttività – prosegue Ianeselli – risale ad un periodo più lungo, che va oltre questa crisi. Dunque siamo di fronte ad un problema di natura strutturale”. Un problema che più volte anche la Cgil del Trentino ha posto in evidenza e su cui è necessaria una riflessione trasversale, che chiami in causa le istituzioni, il governo provinciale, la classe imprenditoriale e le parti sociali. “E' indispensabile per invertire la rotta che tutti facciano la loro parte”, insiste il segretario.

Sul piano politico la priorità su cui muoversi riguarda gli interventi di contesto, in particolare quelli legati al sapere alla conoscenza e all'internazionalizzazione. “Solo in questo modo si creano le condizioni per rigenerare il tessuto produttivo trentino, favorendo così anche l'insediamento di nuove imprese innovative”.

Ianeselli guarda anche al mondo imprenditoriale. “Le caratteristiche di buona parte dell'attuale classe imprenditoriale trentina sono tra i punti di maggiore criticità – sottolinea -. Sono convinto sia indispensabile uno stimolo alla nascita di nuovi imprenditori trentini e non solo, che possano contribuire a far fare un salto in avanti alla nostra economia”.

Il segretario della Cgil del Trentino guarda anche alle responsabilità a cui sono chiamate le parti sociali. “Il sindacato deve essere in grado con sempre maggiore determinazione di riorientare il dialogo sociale, coniugando coesione e crescita. Un obiettivo che si può conseguire, ad esempio, con politiche attive del lavoro ancora più efficaci, che spingano i soggetti a mettersi in gioco, valorizzando le loro competenze e soprattutto favorendo l'incontro tra domanda e offerta”.

E in tal senso, come emerso anche dall'analisi di Bankitalia, è opportuno affinare gli strumenti di analisi dei fabbisogni. “Il Trentino ha assoluto bisogno di mettere in rete tutti i soggetti che oggi si occupano di indagini previsionali sui mestieri richiesti dalle imprese, con la creazione di un soggetto unico con elevate competenze e risorse adeguate. In questo modo si creerebbero interventi più efficaci per l'orientamento scolastico e per tutti i soggetti in cerca di lavoro”.

Infine sul piano delle politiche sociali Ianeselli rilancia la necessità di proseguire sulla strada del welfare integrativo territoriale (pensioni, sanità, conciliazione ...) e di avviare una contrattazione di secondo livello di tipo partecipativo e orientata alla crescita della produttività.

 

 

14 giugno 2016

 

 

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