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Venerdì 10 giugno sciopero generale dei metalmeccanici

Venerdì 10 giugno sciopero generale dei metalmeccanici

Niente si muove sul fronte del rinnovo del contratto nazionale di settore e per questa ragione, dopo l'ennesimo incontro conclusosi con un nulla di fatto, Fiom Fim e Uilm hanno proclamato un nuovo sciopero, il secondo da quando si è aperta la vertenza con Federmeccanica e Assistal.

Questa settimana i metalmeccanici sciopereranno in tutta Italia per un’intera giornata: in Trentino Alto Adige le tute blu si fermano venerdì 10 giugno.

I lavoratori di tutta la regione si ritroveranno a Trento, di fronte alla sede di Confindustria, per un presidio che inizierà alle 9.30 del mattino. Interverranno i segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm del Trentino e dell'Alto Adige, nonché Michele Zanocco della segreteria nazionale della Fim.

Il tavolo sul rinnovo del contratto nazionale, che in Trentino riguarda circa 9 mila lavoratori, 12 mila circa in Alto Adige, è aperto da ormai sei mesi, ma si è incagliato.

I sindacati ritengono inaccettabili le proposte di Federmeccanica e Assistal sulle retribuzioni: aumenti solo per chi è a paga sindacale nazionale, escludendo non soltanto coloro che godono di trattamenti individuali, ma anche tutti i lavoratori delle aziende dove vige un contratto aziendale. In pratica, a vedersi riconosciuto l’aumento saranno, in tutta Italia, solo il 5% dei metalmeccanici. Al di là dell’aspetto economico, già di per sé irricevibile dai sindacati di categoria, a preoccupare è anche il modello che Federmeccanica, con l’alibi della crisi, intende introdurre: in pratica si propone un sistema in cui la contrattazione aziendale, anziché essere integrativa della contrattazione nazionale, diventerebbe alternativa ad essa, avviando un percorso il cui esito sarebbe, nei timori di Fiom, Fim e Uilm, la progressiva cancellazione del contratto nazionale stesso. Quale forza contrattuale avrebbero domani i lavoratori se il contratto nazionale riguardasse solo un’esigua minoranza di essi?

Posizioni distanti, poi, anche su straordinari, maturazione dei permessi retribuiti e orario di lavoro.

Le tre sigle sindacali ribadiscono invece l'obiettivo di riaffermare un contratto nazionale che garantisca il potere d’acquisto del salario per tutti i metalmeccanici, che qualifichi le relazioni industriali, che estenda la contrattazione integrativa di 2° livello, migliori l'organizzazione del lavoro e le condizioni di lavoro e introduca nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità per tutti, tuteli tutte le forme di lavoro e l’occupazione, faccia ripartire gli investimenti e rilanci una vera politica industriale.

Su questi punti, però, si è registrata solo la chiusura pregiudiziale di Federmeccanica e Assistal e la loro volontà di non far partire un vero negoziato. Inevitabile la scelta di incrociare le braccia.

 

 

 

Trento, 8 giugno 2016

 

 

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