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Cgil del Trentino, nel 2015 gli iscritti sfiorano quota 39mila

Ianeselli: “Necessario rilanciare l'azione sindacale puntando rappresentanza inclusiva e giovani”. 

Gli iscritti alla Cgil del Trentino alla fine del 2015 sono 38.902, duecento in meno rispetto all'anno precedente. I dati sul tesseramento, il bilancio dell'attività svolta lo scorso anno e il bilancio consuntivo sono stati i temi discussi oggi dal direttivo della confederazione, che ha approvato il documento contabile.

Sulla diminuzione del numero di tesserati – commenta il segretario generale Franco Ianeselli – ha inciso indubbiamente la crisi economica, soprattutto in settori che tradizionalmente si riconoscono nel sindacato come ad esempio l'edilizia. La categoria che rappresenta il settore delle costruzioni è quello dove registriamo il calo più significativo”. Per il segretario, comunque, la crisi economica non basta a spiegare la riduzione di iscritti. “Dobbiamo interrogarci, e lo stiamo già facendo, sulla nostra capacità di rappresentatività: su questo fronte credo ci sia molto da fare e lavorare. Dobbiamo rafforzare il nostro impegno per allargare la nostra capacità di intercettare i bisogni dei lavoratori, puntando soprattutto su chi oggi è meno tutelato e sui giovani”, aggiunge Ianeselli.

La Cgil del Trentino resta, comunque, l'organizzazione più rappresentativa a livello provinciale. “Questo non può essere sufficiente - insiste Ianeselli – dobbiamo e vogliamo rinnovare la nostra azione di tutela per lavoratori e pensionati. Abbiamo risorse umane e capacità all'altezza di poter gestire questa sfida”. La direzione verso cui muoversi è già stata tracciata alla conferenza di organizzazione del maggio scorso.” E' indispensabile dare attuazione a quelle decisioni – prosegue Ianeselli – puntando sulla rivitalizzazione organizzativa con campagne strutturate anche per incrementare il tesseramento; riorganizzando e ampliando i servizi con particolare attenzione all'area delle politiche della formazione e del lavoro”.

Nel dettaglio su 38.902 iscritti il 67 per cento sono lavoratori attivi, il 32 per cento pensionati.

Il 59,5% degli iscritti sono uomini

Le categorie più numerose sono la Fillea che rappresenta quasi il 21 per cento del totale, seguita dalla Filcams con il 18,5 per cento e dalla Funzione Pubblica 18 per cento. Il comparto dell'edilizia è quello che paga anche il maggior calo di iscrizioni, essendo anche quello su cui la crisi incide più profondamente.

 

Il direttivo questa mattina ha approvato anche il bilancio consuntivo della confederazione. Il documento è stato approvato all'unanimità. Il 2015 si chiude con ricavi per 2milioni 660 mila euro, in calo del 3,14 per cento rispetto al 2014. Gli oneri sono stati 2 milioni 565 mila, in calo del 5,16 per cento rispetto all'anno precedente.

Interessante è vedere la composizione delle entrate. Il 52 per cento deriva da entrate per attività sindacale, pari ad 1milione 397mila euro. Un'altra voce importante sono i contributi, da enti locali e da Inca nazionale, per l'attività del patronato Inca che ammontano al 38 per cento dei ricavi totali,per un totale di 1milione di euro. Infine, tra le voci più significative, i ricavi dell'Ufficio vertenze legale che rappresentano il 5 per cento del totale, pari a 142,5mila euro.

I dati aggiornati su tesseramento e bilancio consuntivo 2015 saranno pubblicati a breve sul sito www.cgil.tn.it.

 

 

 

Trento, 16 maggio 2016

 

 

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