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Salute, serve un piano complessivo per l'assistenza a domicilio

Cgil Cisl Uil del Trentino: “Positiva la sperimentazione dell'infermiere di famiglia. Necessario coinvolgere anche le altre figure professionali

La sperimentazione dell'infermiere di famiglia è un passo nella direzione della medicina di territorio, vero obiettivo su cui il Trentino deve investire con determinazione nei prossimi anni”. Cgil Cisl Uil del Trentino concordano sulla necessità di ampliare i servizi di cura a livello territoriale. Per i tre segretari Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, però, è importante che la sperimentazione non si limiti solo alla figura dell'infermiere, in sinergia con il medico di base, ma è utile che si coinvolgano anche le altre figure professionali che si occupano di cura e servizi alla persona. “Il nuovo Piano della Salute affianca alle professioni specificatamente sanitarie quelle sociali, assistenziali e socio-sanitarie - sottolineano i tre segretari – proprio perché in questo modo è davvero possibile intervenire in fase preventiva sulle determinati della salute”. Coerentemente con questa impostazione Cgil Cisl Uil del Trentino auspicano che l'Assessorato provinciale adotti un piano complessivo per la domiciliarità ed i servizi di territorio, “coinvolgendo in analoghe sperimentazioni assistenti sociali, assistenti domiciliari, operatori socio sanitari (Oss) e operatori socio-assistenziali (Osa)”.

Solo in questo modo, secondo le tre confederazioni, si potranno realmente porre le basi per creare un'efficace sistema di medicina territoriale trentina, coinvolgendo fattivamente i medici di base e investendo sulla prossimità delle cure. Per questa ragione Cgil Cisl Uil del Trentino, insieme alle categorie che seguono il comparto, chiederanno di confrontarsi quanto prima su questi temi con l'assessore Zeni.

 




 

 

Trento, 13 maggio 2016

 

 

 

 

 

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