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Pensioni, Ianeselli: “Fondamentale investire sulla previdenza complementare”

Per il segretario della Cgil del Trentino è indispensabile gestire l'aumento dell'età pensionabile con misure innovative nei luoghi di lavoro e favorendo flessibilit&agra

Assegni pensionistici bassi e soprattutto allungamento dell'età lavorativa sono due elementi con cui i giovani italiani e anche trentini devono cominciare a fare i conti da subito, senza sottovalutare il fatto che la pensione è un traguardo ancora molto lontano. Ne è convinto il segretario generale della Cgil del Trentino Franco Ianeselli che proprio mentre nelle case di molti trentini stanno arrivando le famose buste arancioni dell'Inps rilancia sull'importanza di investire sulla previdenza complementare. “Forme di pensione integrativa sono indispensabili se non si vuole scivolare indietro nel proprio stile di vita una volta andati in pensione – spiega Ianeselli -. E' importante comprendere fin da giovani la valenza di questi strumenti. Occorre fare formazione anche su questi argomenti, tra i giovani lavoratori, ma anche tra gli studenti che sono gli occupati di domani. Purtroppo, nonostante i molti interventi lodevoli di Pensplan e Laborfonds, c'è ancora un'attenzione troppo scarsa sulla previdenza complementare”. Spesso anche perché i giovani hanno lavori discontinui e stipendi ridotti e non sempre sono in grado di versare ad un fondo complementare. Da qui la necessità di mettere in campo misure che sostengano la crescita economica, “anche perché la sostenibilità di un sistema pensionistico pubblico a ripartizione viene garantita da produttività e numero degli occupati”.

Sullo sfondo resta la questione dell'invecchiamento della popolazione con il conseguente allungamento dell'età per andare in pensione. “L'allungamento della vita lavorativa è una realtà che va gestita al meglio e da subito – sottolinea Ianeselli – con misure innovative sul posto di lavoro per i senior e con interventi che favoriscano l'uscita flessibile dal mercato del lavoro”. Su questo fronte sembra che il Governo voglia finalmente agire. “Aspettiamo di conoscere nel dettaglio le proposte di Palazzo Chigi – conclude Ianeselli -. Restiamo dell'idea che la flessibilità in uscita debba essere ragionevole, garantendo soprattutto alcuni settori più a rischio, e non penalizzante per i lavoratori”

 

 

Trento, 5 maggio 2016

 

 

 

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