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Sciopero Italcementi, a Calavino adesione totale

In Trentino si rischia di perdere la metà dei posti di lavoro. Dipendenti in presidio davanti allo stabilimento. Una delegazione alla manifestazione nazionale di Bergamo

Cancelli chiusi oggi all'Italcementi di Calavino. Tutti i lavoratori dello stabilimento trentino hanno aderito allo sciopero nazionale di otto ore indetto da Fillea Cgil Filca Cisl e Feneal Uil e Rsu azinedali. Alta la posta in gioco: il piano della nuova proprietà tedesca prevede sacrifici in termini di posti di lavoro, oltre 650 esuberi, e ridimensionamento di diversi stabilimenti in tutta Italia. Il Trentino non è escluso da questa pesante ristrutturazione che comporterà per il sito delle Sarche il dimezzamento della manodopera. “Il piano industriale presentato dalla Heidelberg Cement - spiegano i tre segretari trentini Maurizio Zabbeni, Stefano Pisetta e Gianni Tomasi – è decisamente peggiorativo rispetto a quello presentato da Italcementi. Chiediamo un confronto concreto anche per ridurre gli esuberi in tutta Italia”.

Questa mattina i lavoratori hanno organizzato un presidio di protesta davanti alla sede di Calavino. Una delegazione, inoltre, ha partecipato alla manifestazione nazionale di Bergamo. “Le questioni sul tavolo sono ancora tante – proseguono i tre segretari -, sia a livello locale sia sul piano nazionale. Riteniamo inaccettabile che su Calavino l'azienda non concordi con i sindacati la gestione della cassa integrazione, non garantendo un'adeguata e trasparente rotazione, penalizzando così alcuni lavoratori”.

I licenziamenti scatteranno a settembre dell'anno prossimo. I sindacati puntano anche a rivedere il piano relativo alla cassa integrazione, con ulteriori ammortizzatori sociali per tutto il gruppo al fine di governare i processi di ricollocazione attraverso politiche attive relative a formazione, riqualificazione.

Trento, 29 aprile 2016 

Fillea, Filca e Feneal del Trentino vogliono coinvolgere anche le istituzioni locali nella gestione della vertenza. “Vogliamo aprire un tavolo di confronto territoriale con Provincia e proprietà - spiegano – per verificare se esistono possibili sviluppi occupazionali, ma anche per impegnare Heidelberg Cement nella riqualificazione del personale eventualmente confermato in esubero”.

 

 

 



 

 

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