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Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani

Circa trecento persone al presidio di Cgil Cisl Uil del Trentino davanti al Commissariato del Governo

 Circa trecento persone hanno partecipato oggi al presidio di Cgil Cisl Uil per cambiare la legge Fornero sulle pensioni. I tre sindacati confederali trentini, così come nel resto d’Italia, hanno chiesto un intervento strutturale sulle pensioni, che garantisca livelli di flessibilità in uscita, sostenga il ricambio generazionale e faccia spazio ai giovani. E hanno incalzato il governo Renzi anticipando a Trento come nel resto del Paese iniziative più forti se l’esecutivo non smetterà di tergiversare e metterà finalmente mano al sistema previdenziale per renderlo più equo. “Quando venne varata la riforma Fornero il nostro Paese era in una condizione di emergenza – ha ricordato il segretario generale della Cgil del Trentino Franco Ianeselli -. Quella riforma in quel momento è servita all’Italia, ma ha inciso nella carne viva delle persone. Lavoratori e pensionati hanno dato il loro contributo al risanamento, ora è tempo di cambiare con una legge ragionevole sulle pensioni, che dia la possibilità di uscire dal mercato del lavoro in modo dignitoso a chi ha già 62-63 anni o 41 anni di servizio, a chi svolge un lavoro usurante. Cambiare è necessario anche per i giovani”.

Proprio i giovani sono un altro punto centrale della piattaforma unitaria di Cgil Cisl Uil come ha ricordato il segretario della Cisl trentina, Lorenzo Pomini. “La ripresa dell’occupazione con il calo degli incentivi del governo è già in affanno – ha ricordato -. Agevolare l’accesso flessibile alle pensioni, senza penalizzazioni, è un modo per favorire l’ingresso sul mercato del lavoro di molti giovani, almeno nel breve periodo”. E il segretario della Uil del Trentino Walter Alotti ha ribaditoo che difficilmente l’economia italiana potrà migliorare la propria produttività con lavoratori stanchi e demotivati nelle aziende. “I lavoratori anziani rappresentano un blocco per l’ingresso dei giovani e così demotivati difficilmente possono contribuire a migliorare la produttività”. Alotti ha sottolineato anche il ruolo chiave della previdenza complementare

Dal presidio è arrivata anche la richiesta forte di investire su forme che favoriscano il ricambio giovani-senior, come la staffetta generazionale. Per Cgil Cisl Uil del Trentino serve una riforma delle pensioni che sostenga il ricambio sui posti di lavoro, favorendo un'uscita graduale dei lavoratori anziani a vantaggio dei giovani. E' indispensabile, però, creare condizioni perché sia un percorso praticabile per i lavoratori come si sta sperimentando in Trentino con la staffetta generazionale.

Serve anche attenzione alle fasce più deboli valorizzando le buone pratiche realizzate in Trentino nella tutela dei lavoratori senior, come il Progettone, e investendo in politiche attive del lavoro per gli ultracinquantenni che perdono l’occupazione. E guardando al futuro i tre segretari hanno ribadito che i giovani si sostengono solo creando posti di lavoro, dunque investendo in sapere e conoscenza.

In sintesi la “controriforma delle pensioni”, secondo Cgil Cisl Uil dovrà consentire ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima ripristinando meccanismi di flessibilità che non siano però penalizzanti. No dunque all'ipotesi di un'uscita flessibile a fronte di un ricalcolo dell'assegno solo con il metodo contributivo

C'è poi la delicata questione dei lavori usuranti: la legge Fornero ha introdotto criteri troppo restrittivi per il riconoscimento di questa tipologia, costringendo intere categorie a restarne fuori.

Non si tiene conto che molti giovani e lavoratori precari e discontinui avranno assegni così leggeri che difficilmente potranno assicurare loro condizioni dignitose di vita. Da qui la necessità di incentivare il ricorso alla previdenza complementare.

Infine, di fronte all'allungamento dell'età lavorativa, Cgil Cisl Uil del Trentino ribadiscono la formazione continua, la riqualificazione e l'attenzione alle condizioni dei lavoratori dentro e fuori le aziende è indispensabile per gestire in modo positivo l'allungamento dell'età del lavoro.

 

 

 

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