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La Festa non si vende, no a negozi aperti anche nelle feste di Pasqua

Filcams del Trentino: “La liberalizzazione delle aperture non ha portato il commercio fuori dalla crisi. La Provincia legiferi per evitare il lavoro festivo e tutelare i lavorato

 

La spesa media degli italiani si è ridotta di quasi il 3 per cento in 10 anni e non saranno le aperture indiscriminate dei negozi a rilanciare i consumi”. Ne è convito il segretario della Filcams del Trentino, Roland Caramelle, che boccia l'apertura di negozi e centri commerciali ad oltranza.

Alla vigilia delle festività pasquali si riapre il dibattito sul lavoro festivo nel commercio che, sottolinea Filcams, non può essere imposto dal datore di lavoro come hanno ribadito recenti sentenze.

 

La situazione, comunque, è profondamente eterogenea sul territorio nazionale. In diversi territori, Trentino compreso, per le festività Pasquali del 27 e 28 marzo, come per quelle successive del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, alcuni punti vendita saranno aperti. Il sindacato invita le lavoratrici ed i lavoratori ad astenersi dal lavoro e non esclude di organizzare presidi e scioperi.

 

Ad poco più di quattro anni dalla liberalizzazione di orari e aperture, con il decreto Salva Italia, l'unica certezza è che la crisi ha profondamente cambiato le abitudini degli italiani, cosi come le aperture illimitate di negozi e centri commerciali. Il sempre aperto, però, non ha, come ipotizzato, aiutato il rilancio dei consumi, ma ha peggiorato le condizioni dei lavoratori.

 

Da qui la necessità di cambiare la legge a livello nazionale. In attesa, però, che il Parlamento si muova in questa direzione Filcams del Trentino incalza la Provincia per introdurre, nella legge provinciale, vincoli alle aperture festive e tutelare, in questo modo, i lavoratori e le loro famiglie, ma anche i piccoli commercianti trentini. “Lo ha già fatto il Friuli Venezia Giulia con un disegno di legge che limita pesantemente le aperture festive – insiste Caremelle –. Ritengo che anche l'assessore Olivi e il governo provinciale debbano dare un segnale in questa direzione e incalzeremo la giunta provinciale perché questa materia rientri nelle competenze primarie con il nuovo Statuto di Autonomia”.

 

Trento, 24 marzo 2016

 

 

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