NEWS

Porfido, la Provincia intervenga subito, senza regia non si risolvono i nodi del settore

Zabbeni (Fillea):"L’assessore Olivi convochi subito un incontro con tutte le parti sociali per

Non servono né fughe in avanti né azioni unilaterali per portare fuori dalla crisi strutturale il porfido trentino”. Lo ribadiscono ancora una volta il segretario generale di Fillea Cgil, Maurizio Zabbeni e il responsabile del settore lapideo della categoria, Moreno Marighetti, giudicando inopportuna la volontà espressa dal comune di Fornace di indire aste pubbliche per l'assegnazione di lotti cava disponibili e dismessi.

E' quanto mai necessario aspettare la riforma organica del settore – insistono Zabbeni e MArighetti - . Le nuove aste dovranno essere regolamentate da un organismo sovracomunale che dovrà avere anche il compito di garantire le clausole sociali, prerequisito indispensabile per partecipare. Non si tratta di creare premialità, piuttosto di creare selezione ab origine: o sei regolare o sei fuori”.

Per Fillea spetta alla Pat legiferare su queste questioni in modo chiaro e dirimente. “Siamo d'accordo che Sogeca abbia un ruolo tecnico sovracomunale, ma per superare le stesse amministrazioni comunali, e portare in capo ad organismi di terzietà l'intera gestione della risorsa porfido”

Pertanto, seppure si presenti effettivamente come un avanzamento rispetto al passato, la proposta dell'assessore di Fornace Matteo Colombini di affidare a Sogeca la gestione associata del porfido, non rappresenta un intervento sufficientemente cogente per la corretta gestione del settore. “A nostro avviso, oltre alla gestione in capo alla Provincia con requisiti di selezione qualificanti e clausole sociali vincolanti – insiste il sindacato -, sarà l'introduzione del Consorzio unico obbligatorio tra le imprese che permetterà la ripartenza del settore, mettendo il focus sull'intero processo produttivo. Partendo dal prodotto lavorato e da corretti rapporti all'interno del processo produttivo, si potrà rilanciare un settore che sta pagando non solo una pesante crisi economica ma anche una gestione fallimentare di un bene comune e che può riprendere forza solo con un forte intervento legislativo”.

 

Fillea Cgil ribadisce l’assoluta volontà di essere presente ad ogni tavolo di discussione che riguardi il comporto. “La nostra categoria non era presente all'incontro con l’assessore Colombini per un disguido tecnico – chiarisce il segretario -. Abbiamo già richiesto un nuovo incontro, come peraltro già fatto con assessore Ravanelli di Albiano, e in attesa di fare gli altri incontri con i comuni del distretto del porfido”.

Ma non basta. “Giunti a questo punto chiediamo si dia concreto avvio alla revisione generale della normativa di settore”. Dunque l’appello all’indirizzo del vicepresidente della Provincia. “L’assessore Olivi dia un segnale, prima che si producano ulteriori pasticci regolamentari e legislativi. Sia Olivi a presentare immediatamente il progetto di riforma, e su questo le parti interessate, comuni, imprese e sindacati, ma anche comunità nel suo complesso, siano chiamati a contribuire. La Fillea lo farà coinvolgendo i lavoratori propri iscritti del settore”.

Per quanto riguarda la richiesta del Coordinamento Porfido di tutelare i livelli retributivi piena condivisione da parte di Fillea “coerentemente ai contenuti della legge 7 del 2006 si devono tutelare i lavoratori con impegni concreti e puntuali che devono assolutamente essere rispettati dalle imprese e dai concessionari. Come già ribadito a più riprese, il tema dei controlli va tolto alle amministrazioni comunali”. La riforma legislativa secondo Fillea dovrà prevedere una gestione sovracomunale in mano ad organismi provinciali terzi in grado di garantire una gestione razionale dei lotti, regole omogenee, e clausole sociali vincolanti, pena la decadenza della concessione. La nuova legge, inoltre, dovrà introdurre il consorzio unico obbligatorio, che tuteli e promuova l'intero processo produttivo, in termini di ricadute sociali, ecomoniche ed ambientali, nonché la commercializzazione. Infine attenzione massima al tema dei controlli di regolarità e legalità che dovranno essere condotti da organismi ispettivi terzi, con previsioni di revoca delle concessioni in caso di mancato rispetto dei diritti delle maestranze impiegate.

 

Su questi punti vorremmo confrontarci, nelle sedi opportunamente deputate, senza azioni unilaterali fini a se stesse. Sbaglia chi continua a ritenere che la crisi del settore sia dovuta alla congiuntura economica od al settore edile, per l'assenza di appalti pubblici. Il crollo dell’occupazione e dei volumi estratti è iniziato prima della crisi economica ed è direttamente connesso a dinamiche tutte interne, che la crisi esogena ha semplicemente reso ancora più evidenti”, conclude Zabbeni.

Trento, 22 marzo 2016 

 

 

 

TORNA SU