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Trilinguismo precario: personale madrelingua sotto pagato

Nidil Cgil denuncia la situazione di precarietà di queste lavoratrici e chiede un confronto con il presidente Rossi

La Provincia ha stanziato 36 milioni di euro per finanziare il trilinguismo nelle scuole. Di questa cifra poco più delle briciole, e comunque meno degli anni precedenti, arriva alle insegnanti di madrelingua tedesca e/o inglese che, negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia, svolgono il delicato compito di avvicinare alla lingua straniera le bambine e i bambini. A denunciare questa situazione è Nidil Cgil del Trentino. “Lo schema di avviso emanato dalla giunta provinciale vincola i presentatori delle proposte progettuali ad applicare uno dei Contratti Nazionali più rappresentativi del settore - spiega il segretario di Nidil Gabriele Silvestrin -.Attualmente solo AZB Cooperform adempie a questi obblighi e si assiste ad un colpevole silenzio da parte del dipartimento della Conoscenza, informato dei fatti, che omette quei controlli previsti dal bando stesso”.

Queste lavoratrici vengono pagate circa 10 euro nette l'ora. In due delle tre società che si sono aggiudicate l'appalto, Atos e Euroform, i pagamenti avvengono (in media) ogni due mesi. E se questo non fosse sufficiente la Provincia impone alle insegnanti un carico notevole di adempimenti burocratici.

La sensazione rimane quella di un dipartimento della Conoscenza che naviga a vista, male organizzato, in affanno, scaricando il disagio sulle lavoratrici, limitandosi a una gestione burocratica e farriginosa”, insiste Silvestrin.

 

Assurdo è anche il fatto che pur svolgendo tutte lo stesso lavoro queste docenti ricevano trattamenti diversi, economici, contrattuali e normativi.

Il sindacato sottolinea come ognuno dei tre “presentatori di proposte progettuali, vincitori dell’appalto, applica una tipologia contrattuale diversa. “Nulla vietava, e vieta, al presidente Rossi di assumere queste collaboratrici con un contratto a tempo determinato” insiste il sindacato che chiede un confronto urgente con il presidente della giunta provinciale. “Nulla vietava, e vieta, al presidente Rossi, un confronto con il sindacato per arrivare, almeno, a un contratto standard che preveda diritti, tutele e un corrispettivo degno di questo nome a collaboratrici che, da subito e negli anni a venire, svolgeranno un compito delicato e fondamentale e che avrà ricadute sui nostri figli in una fase delicata della loro crescita”. Per questa ragione Nidil ha inviato una richiesta di incontro urgente al presidente Ugo Rossi.

Tutte e 63 le collaboratrici sono persone con ottima professionalità e titoli di studio elevati, “10 euro/ora non crediamo vadano nella direzione del riconoscimento della qualità tanto cara al presidente e prevista dal bando”, rimarca Nidil.

Per le organizzazioni sindacali appaltare all’esterno non permette alla Provincia di ignorare le condizioni contrattuali delle collaboratrici, anzi, rafforza l’impegno a vigilare perché, su queste lavoratrici, non vengano scaricate compatibilità economiche e tolti diritti e tutele, dalla malattia alla gravidanza. “Riteniamo la conoscenza linguistica sia utile, l’esercizio dei Diritti, però, è fondamentale”, conclude Silvestrin.

Trento, 4 marzo 2016 

 

 

 

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