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Mezzacorona, la cantina non applica il contratto provinciale della cooperazione

Flai Cgil -Fia Cisl: posizione ostile che danneggia i lavoratori. La Federazione si faccia garante della sua piattaforma contrattuale 

Ai lavoratori della cantina di Mezzacorona non si applicano le stesse condizioni salariali e normative degli altri dipendenti delle cantine sociali trentine. Questo perché Mezzacorona applica il contratto nazionale di settore, meno vantaggioso e tutelante. Una questione da mesi al centro di un acceso confronto con le organizzazioni sindacali Flai Cgil e Fai Cisl, che a più riprese hanno tentato di aprire un confronto con i vertici della cooperativa per arrivare ad una soluzione. “E' assurdo e paradossale che Mezzacorona sia retta dal vice presidente della Federazione Trentina delle Cooperative, Rigotti - incalzano i segretari Manuela Faggioni (Flai) e Fulvio Bastiani (Fai) - che in spregio ai valori cooperativistici applica ai propri dipendenti un contratto di lavoro meno favorevole rispetto a quello previsto dalla stessa Federazione”. Da anni, infatti, la contrattazione di secondo livello è bloccata e l’azienda disattende la norma che riconosce ai lavoratori privi di tale tutela un elemento economico aggiuntivo. Appare assurdo, inoltre, la totale assenza di una presa di posizione chiara da parte della Federazione che tollerare al proprio interno differenze sostanziali tra le aziende appartenenti calpestando quei principi di uguaglianza a cui sostiene di ispirarsi.

Ancora più grave, secondo le organizzazioni sindacali, è che i vertici della cantina e la stessa Federazione, che dovrebbe farsi garante del contratto che ha costruito per il suo sistema, si sottraggano ad un confronto serio e costruttivo. “E' ora che anche la presidenza della Federazione della Cooperazione prenda atto di questa situazione profondamente ingiusta e incoerente – insistono Faggioni e Bastiani – e si attivi responsabilmente per aprire un tavolo di discussione”.

I lavoratori iscritti alla Flai Cgil e alla Fai Cisl non capiscono però dove sia andato a finire lo spirito cooperativistico della loro azienda: nel nostro caso, dicono, chi crede nel proprio lavoro, nella professionalità, nel mondo cooperativo, ma soprattutto nel dialogo costruttivo tra impresa, lavoratori e soci viene messo in disparte e a tacere da dirigenti che invece di guardare al futuro hanno mentalità e approcci simili a quelli del medioevo.

Per sindacato e lavoratori “è' giunta l'ora di cambiare e costruire un contratto che valorizzi le competenze, le professionalità e la dedizione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori che con il loro contributo hanno portato Mezzacorona a raggiungere i risultati di mercato che vanta”. Se Mezzacorona e Federazione resteranno ancora sordi a queste richieste i lavoratori sono pronti alla mobilitazione.

 

 

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