NEWS

Sanifonds, “Vogliamo solo il rispetto degli accordi”

Cgil Cisl Uil del Trentino: “Nessun carrozzone, senza le risorse contrattuali il fondo non parte e i lavoratori non accedono ai benefici”

 “Il consiglio di amministrazione ha dato mandato al presidente De Laurentis di chiedere un incontro con il presidente Rossi, per sollecitare il rispetto degli accordi sottoscritti. Nulla di più”. Rispondono a muso duro Cgil Cisl Uil del Trentino di fronte all'ennesima polemica sul fondo ricordando che il cda di Sanifonds, nell'ultima riunione, ha chiesto ancora una volta che la Provincia e gli enti del sistema pubblico provinciale forniscano i dati relativi ai lavoratori beneficiari e versino i 128 euro ad aderente, come previsto dal contratto stipulato tra Provincia e sindacati categoria. Le somme, peraltro, sono già state stanziate con delibera della giunta provinciale del 20 novembre scorso.

La questione vera è che stiamo assistendo ad un'assurda e dannosa dilatazione dei tempi – incalzano i tre segretari generali Franco Ianeselli (cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Alotti (Uil) -. E' difficile pensare di far partire una struttura, per quanto snella, senza un euro in cassa. Non si chiedono soldi aggiuntivi o risorse non previste negli accordi. Vorremmo solo che si stesse ai patti firmati”. Senza risorse, ricordano i tre segretari, il fondo non diventa operativo ed i lavoratori non possono accedere alle prestazioni, dunque di fatto non possono beneficiare delle coperture mutualistiche. Ci sono in ballo anche spese significative, come nel caso della non autosufficienza e dell'odontoriatria.

E sull'ipotesi di un ricorso all'indebitamento per far partire Sanifonds, Cgil Cisl Uil del Trentino rivendicano la loro contrarietà: “Ma che senso avrebbe indebitare un ente che deve ancora partire, quando le risorse formalmente già ci sono?”, insistono i tre segretari.

I sindacati ricordano inoltre che l'adesione dei dipendenti pubblici è automatica, ma ogni lavoratore che decide di non aderire può farlo in ogni momento. “E' una decisione priva di senso in quanto Sanifonds è solo vantaggioso per il lavoratore, ma a ciascuno è lasciata la possibilità di scegliere. Afferma il falso, però, chi sostiene che sarebbero moltissimi i dipendenti pubblici che non vogliono aderire o, ancor peggio che questa categoria di lavoratori viene strumentalizzata solo per creare un carrozzone. Non è così. Sanifonds nasce come ulteriore strumento di welfare territoriale, per estendere la copertura sanitaria integrativa anche ai lavoratori dipendenti che già non ne godono e sostenerli soprattutto in caso di eventi gravi. Nulla si toglie ai lavoratori e non è un privilegio per il comparto pubblico. Sanifonds è nato per essere esteso a tutti i dipendenti trentini”, concludono Ianeselli, Pomini e Alotti.

 

 

17 febbraio 2016

 

 

TORNA SU