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Trasporto pubblico, l'autista si può far carico dei controlli solo se viene garantita adeguata sicurezza

Ipotizzare la salita sui mezzi pubblici solo dalla porta anteriore per ridurre al minimo i passeggeri abusivi è una soluzione praticabile solo se verrà affrontata accanto al tema della sicurezza per i lavoratori e nell'ambito di un più ampio accordo sindacale che prenda in considerazione anche la rivisitazione dei tempi di percorrenza”. Stefano Montani, segretario generale della Filt Cgil non boccia in toto l'ipotesi a cui lavorano Trentino Trasporti e Provincia per limitare i “portoghesi” sugli autobus urbani. Caricare sull'autista anche l'onere del controllo dei passeggeri impone, però, la predisposizione di misure che garantiscano al lavoratore un'adeguata sicurezza. A cominciare dall'installazione di una protezione in plexglass, che lo isoli dal resto dei passeggeri. “E' una misura che deve essere assolutamente tenuta in considerazione se si pensa di applicare la salita sui bus solo dalla porta anteriore”.

Montani ribadisce la disponibilità delle organizzazioni sindacali di aprire un confronto su questo tema. “E' quantomeno singolare, però, che si invochi un nuovo accordo sindacale – incalza – quando parte degli stessi accordi sono stati disdettati dall'azienda o non vengono applicati, come nel caso di quello sulla mobilità interna all'azienda”.

Filt Cgil riconosce, invece, che sul piano della sicurezza si è fatto qualche passo avanti, grazie alle continue sollecitazioni delle organizzazioni sindacali. Va in questa direzione anche la decisione di installare telecamere sui bus urbani, saranno circa un centinaio da qui a marzo gli autobus dotati di sistemi di videosorveglianza. “E' auspicabile, comunque, che il discorso sulla sicurezza sia sinergico e che l'informativa alle organizzazioni sindacale sia continua e costante.

 

Trento, 16 febbraio 2016

 

 

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