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Sanifonds, assemblee tra i lavoratori per spiegare il nuovo fondo e c'è chi revoca la non adesione

aneselli e Mastrogiuseppe: “Dal confronto con i dipendenti informazioni preziose su come migliorare il nomenclatore delle prestazioni”.

Sanifonds Trentino è un'opportunità per i lavoratori, in particolare per quelli del comparto pubblico che per primi accedono a questa forma di sanità integrativa. Siamo convinti di questo e lo stiamo spiegando anche ai dipendenti dell'Azienda sanitaria con una serie di assemblee informative. Di fronte a spiegazioni chiare ci sono lavoratori che ritirano la revoca all'adesione”. Il segretario generale della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, e Gianpaolo Mastrogiuseppe, alla guida della Funzione pubblica, ammettono che tra i lavoratori, in particolare quelli della sanità, esistono delle criticità legate ad una scarsa informazione che ha prodotto preoccupazioni ingiustificate. “Per questa ragione - spiegano i due segretari – la Funzione pubblica ha avviato in queste settimane un programma di assemblee. Siamo stati in tutti gli ospedali e in moltissime altre strutture. I lavoratori sono interessanti a capire come funziona il nuovo fondo, rispondiamo alle domande e cerchiamo di sciogliere i dubbi e in questo modo stiamo registrando molte revoche della decisione di non adesione”.

Dal confronto con i dipendenti si ricavano informazioni preziose su come migliorare il fondo e rendere migliore il nomenclatore delle prestazioni. “Lo abbiamo detto e lo ribadiamo – insistono Ianeselli e Mastrogiuseppe -. Con l'avvio operativo del fondo sarà possibile anche apportare delle modifiche per rendere questo strumento più efficace. Resta il punto fermo di un insieme di prestazioni che dovrà essere tarato sulla situazione della Sanità trentina e soprattutto la volontà di puntare sul rimborso per spese odontoiatriche e per la non autosufficienza”. L'obiettivo è e resta quello di sostenere i lavoratori di fronte ad eventi gravi che coinvolgono la loro salute.

Non ci sono ragioni vere per non aderire a questa opportunità – concludono Ianeselli e Mastrogiuseppe -. I lavoratori ottengono un'estensione della copertura sanitaria con risorse contrattate a carico del datore di lavoro”. Per il sindacato è fondamentale a questo punto che tutti remino nella stessa direzione per far partire finalmente il fondo e poterlo, dunque, estendere anche ai dipendenti di tutti gli altri comparti economici.

 

 

Trento, 9 febbraio 2016

 

 

 

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