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"Nontiscordardime. Un precario in programma".

Appello del Nidil Cgil all'Unione: «Via la Legge 30». Ecco le adesioni dei candidati trentini

Cancellazione della Legge 30, uniformità del trattamento economico, pieno diritto a maternità e malattia, inclusione nel welfare nazionale, con sostegno al reddito nei periodi di disoccupazione e nel passaggio da un lavoro all'altro, e in quello locale, con la possibilità di accedere alle politiche attive del lavoro di regione e Provincia. Sono i cinque impegni che la Nidil Cgil, il sindacato dei lavoratori anticipi, ha chiesto di sottoscrivere a tutti i candidati trentini dell'Unione, «perché nella prossima legislatura il Parlamento sappia garantire ai precari gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti». All'appello, intitolato «Nontiscordardime. Un precario in programma» e presentato ieri presso la Cgil, hanno aderito Laura Froner , Michele Bontempelli e Claudia Merighi (Ulivo), Lucia Coppola , Agostino Catalano , Giuliano Eccher , Rocco Frizzi , Giancarlo Pera e Giuseppe Russo (Rifondazione comunista), Marco Boato (Verdi), Giuliano Pantano , Giovanni Santoni , Luisella Speccher e Gianfranco Valduga (Comunisti italiani), Celso Pasini (Rosa nel pugno), Giacomo Bezzi (Svp), Bruno Firmani , Giovanna Giugni , Salvatore Smeraglia , Angelo Fresch , Gerardo Carpentiero , Claudio Molinari (Italia dei Valori) e Daniele Maurizio Bornancin (Popolari-Udeur). «Il governo Berlusconi ha puntato tutto sulla riduzione del costo del lavoro e sulla compressione dei diritti dei lavoratori, determinando un disastro economico e una precarietà diffusa specie tra i giovani - ha dichiarato il segretario provinciale della Cgil, Ruggero Purin - L'obiettivo è riportare al centro il lavoro, e per questo chiediamo ai futuri deputati e senatori dell'Unione di rimettere in discussione la Legge 30 e di superare la logica di un mercato del lavoro senza diritti che ha portato alla frantumazione delle imprese e alla proliferazione selvaggia dei contratti atipici». Una «presenza forte dei futuri deputati del centro sinistra anche sul nostro territorio» è stata invocata da Andrea Grosselli , responsabile della Nidil Cgil del Trentino, che ha ricordato come quello del lavoro atipico sia «un fenomeno in espansione anche in Trentino». Secondo la gestione separata Inps, infatti, risulta che gli atipici nella nostra provincia sono quasi 23mila, pari al 10% della forza lavoro. Un dato che sale all'11% a livello regionale e che pone il Trentino-Alto Adige al quinto posto in Italia tra le regioni che fanno ricorso a questi contratti. Di precariato come «genocidio di un'intera generazione» ha parlato Bruno Firmani, mentre Agostino Catalano ha definito «dovuto» l'appello rivolto dalla Cgil ai candidati dell'Unione, «perché coerente con il nostro programma, che punta a concepire il tempo indeterminato come forma tipica del lavoro». «Piena adesione sostanziale» è stata infine espressa anche da Giorgio Tonini, candidato dell'Unione al Senato, che pur non avendo sottoscritto l'appello «per questioni formali, in ragione del sistema uninominale», ha stigmatizzato «la trasformazione selvaggia della flessibilità in precarietà». 25/03/2006

 

 

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