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Giorno della memoria. La voce dei testimoni

Il 27 gennaio ricorre il 71enesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. In tutto il mondo il ricordo delle vittime dell'Olocausto.

Giorno della memoria. La voce dei testimoni

Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa entrarono ad Auschwitz in Polonia liberando gli internati di uno dei più terribili campi di concentramento organizzati dalla Germania nazista, svelando al mondo la terribile realtà dell'Olocausto, lo sterminio sistematico di ebrei, oppositori politici, minoranze etniche.

Furono almeno 12 milioni le vittime delle centinai di campi di prigionia e sterminio in Germania e nei paesi occupati dai nazisti. Tra questi gli ebrei assassinati furono 6 milioni. L'Onu ha deciso di dedicare il 27 gennaio di ogni anno al ricordo di tutte le vittime della Shoah e della barbarie che ha insanguinato l'Europa durante la Seconda Guerra mondiale.

Anche la Cgil del Trentino, per non dimenticare, ogni anno in occasione della giornata della memoria, pubblica una breve testimonianza di chi ha vissuto quei fatti. Perché l'unico antidoto contro il riemergere di quei fantasmi, è il ricordo.

Il libro scelto da Flavio Ceol è “La Tana di fango – Memorie di un sopravissuto” (ed. Giuntina editore), pubblicato anonimo nel 1948 e scritto da Wolfgang Koeppen, partendo dal racconto orale di Jakob Littner, un tranquillo commerciante ebraico di Monaco travolto dalle persecuzioni antisemite.

«(...) Max Frohlich, che vive qui, era a Tarnapol quando vi entrarono le SS. Era tra i condannati a morte, ma fu ferito e giacque svenuto, ferito al ventre, tra i cadaveri. Di notte rinvenne, strisciò fuori dal mucchio di cadaveri e si rifugiò da una famiglia amica. Un medico lo curò di nascosto, con grande rischio. In un'altra notte lo hanno riportato a Zbaraz. Ora è nascosto in una casa poco distante da qui, in preda alla febbre dalla ferita. Alle SS si è unita una milizia ucraina, messa su alla svelta. Dapprima ci aspettammo un miglioramento della nostra vita, per questa novità, ma in realtà l'esistenza è divenuta ancora più insopportabile da quando esiste questa milizia. Dipendendo dalle SS, da cui soltanto traggono il loro potere, i componenti di questa organizzazione fanno di tutto per superare in crudeltà i loro maestri tedeschi. Ogni giorno porta con sé mille sofferenze. Giovinastri hanno instaurato la moda di tagliare la barba ai vecchi ebrei religiosi. Lo trovano un divertimento straordinario e inoffensivo. Il custode della sinagoga, un vecchio e pio ebreo, si è impiccato il giorno stesso in cui è stato oggetto dello scherzo».

27 gennaio 2016

 

 

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