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Cfp Veronesi, Flc Cgil: “Dal direttore accuse assurde e prive di fondamento”

La segreteria rivendica l'impegno speso per un nuovo contratto provinciale, all'altezza delle nuove sfide della formazione professionale provinciale e nel rispetto di chi lavora

“Con le sue accuse assurde il direttore del Cfp Veronesi, Laura Scalfi, dimostra ancora una volta l'assoluta indisponibilità ad ogni confronto. La sua posizione sul contratto nazionale, visti i notevoli sforzi fatti dal sindacato per aggiornare il contratto provinciale e andare incontro alle nuove sfide della formazione professionale, è solo frutto di una pervicace opposizione, priva di ogni ragione professionale o economica”. Flc Cgil risponde in questo modo alle dichiarazioni della direttrice del centro roveretano.

“Si dimentica con troppa leggerezza, e in maniera pretestuosa, che per mesi siamo stati impegnati con la Provincia in un confronto per innovare e rendere più flessibile il contratto di settore, accogliendo le sollecitazioni anche degli istituti e pur a fronte di notevoli sacrifici – spiegano la segretaria generale Flc Cinzia Mazzacca e Vincenzo Vanacore, che segue il settore -. Sarebbe opportuno, invece, che riconoscessero al personale del Centro la professionalità e l'impegno che in questi anni hanno garantito di rispondere alle sfide educative e formative e che si rendessero finalmente conto che ciò è avvenuto in vigenza del contratto collettivo provinciale di lavoro degli Enti paritari”.

Flc stigmatizza anche l'atteggiamento del direttore volto a sminuire l'entità del problema, facendo riferimento a numeri del personale che non corrispondono a quelli reali e , in ogni caso, non verificabili fino a quando il cda non fornirà un organigramma, come richiesto da molti mesi dal sindacato. A settembre scorso unilateralmente il Cfp Veronesi ha deciso di disdettare il contratto provinciale dichiarandosi pronto da febbraio ad applicare l'accordo nazionale. Il tutto mentre sindacati e Provincia erano al tavolo per aggiornare e rendere più flessibile quello stesso contratto. Un impegno che si è concretizzato nel protocollo siglato nell'ottobre scorso, al termine di un lungo confronto sulle esigenze della formazione professionale e le sfide future. L’intenzione dichiarata è sempre stata quella di continuare a prendere il contratto della formazione professionale provinciale a riferimento per quello degli Enti paritari. In aggiunta a ciò l'avvio di un piano di stabilizzazione dei precari della formazione provinciale. In attesa che la Provincia invii le direttive all'APRaN, in modo che si possa tradurre il contenuto del Protocollo in un accordo, la Flc Cgil chiede ancora una volta al CFP “Veronesi” e agli altri Enti paritari che hanno seguito la stessa strada, di ritirare la disdetta e di permettere ai sindacati di trovare le soluzioni più opportune che coniughino professionalità, innovazione, qualità e condizioni di lavoro.

“L’applicazione di un unico contratto al personale della formazione professionale è una condizione irrinunciabile per garantire pari dignità a coloro che vi operano – insistono Mazzacca e Vanacore -. Altrimenti gli Enti paritari, che ricevono le stesse risorse pubbliche indipendentemente dal contratto applicato, saranno incentivati a ricorrere al contratto per loro più conveniente. La Provincia non può investire risorse pubbliche nel sistema senza garantire pari dignità di trattamento a chi vi lavora”. Per il sindacato l'esperienza e la professionalità maturata da tutto il personale del Cfp Veronesi e in generale della formazione professionale “devono essere riconosciute in uno stesso trattamento normativo ed economico del contratto di lavoro. Privarsi di questo diritto non può giovare ad alcuno, sarebbe una perdita che non possiamo permetterci”.

Trento, 14 gennaio 2016

 

 

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