NEWS

Industria trentina: nel 2014 in crisi edilizia e estrattivo, tiene il manifatturiero Lieve incremento dell'occupazione, da 30.077 a 30.237 addetti

Pubblicati i dati della Camera di commercio sulle realtà industriali con più di 10 dipendenti

Nel 2014 l'industria trentina tiene sul piano dell'occupazione, ma permangono forti elementi di criticità, in particolare nei settori estrattivo e costruzioni.

È quanto emerge dall'indagine annuale della Camera di commercio sulle industrie con più di dieci dipendenti. I dati fotografano la situazione a giugno 2014.

 

Dall'analisi di via Calepina emerge che l’industria in totale si assesta a 30.237 occupati, in lieve incremento rispetto alle 30.077 unità del 2013. guardando ai singoli comparti l'estrattivo perde 23 occupati su un totale di 410, il manifatturiero resta sostanzialmente stabile (+1) con 21.068 occupati. Riduzioni si registrano nelle costruzioni e installazione impianti, con -66 occupati su un totale di 5.224 e della vendita di autoveicoli, -22 su 831 occupati. Positivo il saldo nel comparto acqua e gas con 288 occupati in più per un totale di 2.704 lavoratori.

 

Rispetto al 2008, cioè prima della crisi, la riduzione della occupazione nell'industria è stata di 2.742 occupati; il ridimensionamento più importante ha riguardato l’estrattivo che ha perso quasi la metà degli occupati, 395 occupati su 805 totali, il manifatturiero ha subito un calo di 2.375 su 23.443 totali (-10,1%), le costruzioni installazione impianti di 1.264 su 6.488 totali (-19,5%). Il comparto acqua e gas ha visto, invece, una crescita di 1.390 occupati, derivanti anche dall'incorporazione in questo settore di lavoratori già occupati in altri comparti.

 

Dopo l'estrattivo le costruzioni restano uno dei settori più in difficoltà: confrontando separatamente gli andamenti di edilizia e installazione impianti, infatti, si nota che le costruzioni dal 2008 hanno perso circa 1.600 occupati su 4.700 (il 34%), mentre l’installazione impianti è cresciuta da 1.400 a 2.063; negli ultimi due anche l’installazione ha perso 407 occupati rispetto ai 2.470 del 2012.

La vendita e riparazione di autoveicoli scende a 831 occupati dai 929 del 2008.

Le industrie elettriche, invece, recuperano ancora con una saldo positivo nei 6 anni di 1.310 occupati; di questi, però, 770 vengono dalla incorporazione della raccolta e gestione dei rifiuti.

 

Nonostante la crisi, che a partire dalla fine del 2008, ha colpito il settore secondario - spiega Franco Ianeselli, segretario generale della Cgil del Trentino - possiamo affermare sulla base di questi dati che l'industria trentina, finora, ha contenuto le perdite, ad eccezione dei settori estrattivo e edilizia. Per essere obiettivi, rispetto al manifatturiero in particolare, occorre tener conto del ricorso alla cassa integrazione straordinaria e di crisi rilevanti sfociate in cessazione di attività come Whirlpool”. Nel 2013 sono state autorizzate oltre 1,688 milioni di ore di Cigs corrispondenti a circa 1000 occupati; nel 2014 le ore di Cigs sono state 1,838 milioni.

 

Ora non si deve pensare che l'obiettivo sia quello di ritornare semplicemente alla situazione antecedente alla crisi – aggiunge Ianeselli -. Anche perché è in atto da anni un costante aumento dell'occupazione nel terziario, accompagnato da una riduzione del lavoro manuale. C'è, però, ancora spazio per un manifatturiero d'avanguardia nell'utilizzo delle tecnologie e nell'organizzazione produttiva. L'obiettivo per il Trentino deve essere la qualità, da perseguire in tutti i settori. L'istruzione e l'apprendimento permanente sono elementi fondamentali di questa strategia”.

 

Alcuni dati sulla composizione della occupazione

 

L'indagine della Camera di Commercio fornisce anche una fotografia della composizione dell'occupazione in provincia. Per quanto riguarda le qualifiche, gli imprenditori sono il 2,3%, i dirigenti sono 1,3%, gli impiegati sono il 29,3%, gli operai il 66,9% degli occupati. Rispetto a 20 anni fa sono in calo gli operai e in crescita gli impiegati.

 

Sulla composizione di genere, le donne sono il 20% degli occupati praticamente la stessa percentuale di 20 anni fa. Sono il 14,1% degli imprenditori, il 6,8% dei dirigenti, il 34,1% degli impiegati e il 13,6 % degli operai.

 

Sulla composizione di genere, per il solo settore manifatturiero, le donne sono il 22,6% degli occupati, uguale a 20 anni fa.

 

Per quanto riguarda le qualifiche, per il solo manifatturiero, i dirigenti continuano ad essere l’1,6%, come nel 1991. Gli operai, pur rimanendo la componente assolutamente più rilevante, sono in costante ridimensionamento: sono il 68,5% degli occupati rispetto all’80% di 20 anni fa. Le donne erano il 19,2% degli operai nel 1991, sono il 22,2% nel 2014.

 

Sono in crescita gli impiegati dopo il calo del 2010; sono il 29,8% degli occupati nel manifatturiero rispetto al 20,1% di 20 anni fa. Le donne in questa qualifica sono il 34,4% contro il 31,3% del 1991.

 

Il fatturato medio per addetto nell’industria nel suo complesso (dato 2013) è stato di 315.486 euro, mentre il costo lavoro medio per addetto (dato 2013) è stato di 42.043 euro.

 

 

 

 

 

TORNA SU