NEWS

Sanifonds, Cgil Cisl Uil del Trentino: “Nessun mistero, lavoriamo per l'immediata operatività del fondo”

Si attendono i primi versamenti degli enti pubblici che hanno sottoscritto l'accordo sindacale all'Apran. “Senza adesione si perdono i soldi ed i benefici”. Per i sindacati De Laurentis non contribuisce a fare chiarezza

Su Sanifonds l'unico vero mistero sono le ragioni dei continui attacchi privi di fondamento, che sembrano avere come unico obiettivo quello di affossare, prima della sua piena operatività, un innovativo strumento di welfare territoriale”. Cgil Cisl Uil del Trentino non ci stanno a restare in silenzio di fronte all'ennesimo affondo su Sanifonds ed intervengono con i segretari generali delle tre organizzazioni che hanno scommesso sull'estensione dell'assistenza sanitaria per i lavoratori trentini. “Il fondo regionale di sanità integrativa – ribadiscono Franco Ianeselli (Cgil del Trentino), Lorenzo Pomini (Cisl del Trentino) e Walter Alotti (Uil del Trentino) - è ad esclusivo vantaggio delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, ai quali verrà garantita una più ampia copertura sanitaria. Stiamo lavorando perché questo strumento sia operativo prima possibile”.

Di fronte alle ennesime polemiche i sindacati ribadiscono che le risorse stanziate saranno destinate al rimborso delle prestazioni nelle modalità e nelle percentuali definite dal regolamento interno, in particolare su non autosufficienza e odontoiatria. “Non ci guadagna nessun altro se non i lavoratori che aderiscono e il sistema sociale trentino nel suo complesso. Per questo abbiamo promosso la costituzione di Sanifonds”.

Ad oggi però nelle casse del fondo non ci sono ancora i versamenti di Provincia, Azienda Sanitaria ed Enti locali, mentre la Regione non sembra intenzionata a sostenere Sanifonds tramite Pensplan neppure con un euro, diversamente da quanto annunciato negli anni scorsi. “Nonostante questi ritardi e la pervicace contrarietà dell'assessore Plotegher – incalzano i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil – saremo operativi nei prossimi mesi e garantiremo una puntuale informazione a tutti i lavoratori interessati, in particolare i dipendenti pubblici che beneficeranno per primi delle prestazioni del fondo, in quanto per loro è già stato firmato un accordo contrattuale in tal senso”.

 

Dopo la firma dell'atto istitutivo del 2013 e dell'accordo quadro in sede Apran dell'ottobre 2015, Cgil Cisl Uil stanno lavorando da mesi affinché il fondo possa erogare le prestazioni previste. “Per questo passaggio stiamo attendendo i primi versamenti degli enti, a fronte della somma già stanziata lo scorso 20 novembre dalla Provincia - 5milioni 250mila euro per i quasi quaranta mila dipendenti del comparto pubblico provinciali – così da definire la struttura amministrativa del fondo, fissare le procedure e le modalità di presentazione delle domande e dunque dare avvio ai rimborsi nei primi mesi di quest'anno”. Va detto che verranno comunque accolte anche le domande su spese sanitarie sostenute nel 2015 per le quali verranno comunicate le tempistiche precise direttamente agli aderenti.

I rallentamenti nell'avvio di Sanifonds quindi non sono imputabili né alle organizzazioni sindacali, né ai componenti del cda. “Purtroppo – affermano i segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino - le dichiarazioni del presidente De Laurentis contribuiscono a fare confusione, invece di chiarire tutti gli aspetti di utilità e beneficio del fondo per le lavoratrici ed i lavoratori. Ci stiamo spendendo per la piena operatività del fondo, tra mille ostacoli e non è certo colpa della Provincia se non abbiamo ancora concluso questo processo. Il presidente De Laurentis prende una cantonata quando mette in contrapposizione pubblico e privato. Non c'entra nulla, anzi semmai noi crediamo sia un valore distintivo e un beneficio per gli aderenti di Sanifonds puntare al coordinamento tra sistema pubblico e welfare contrattuale”.

Per quanto riguarda infine le modalità di adesione al fondo, il meccanismo del “silenzio-assenso” è stato scelto perché le risorse destinate a Sanifonds sono tutte a carico del datore di lavoratore e non viene toccato nemmeno un euro del salario dei lavoratori. “Non aderire quindi – ribadiscono Ianeselli, Pomini ed Alotti - provoca solo un danno ai lavoratori che non potranno beneficiare dei rimborsi e delle coperture in caso di non autosufficienza e vedranno tornare i soldi nelle tasche dei datori di lavoro”.

Il fondo, infatti, attinge solo a risorse contrattuali aggiuntive. In questa prima fase il fondo ha visto l'adesione dei lavoratori del comparto pubblico provinciale, uno dei pochi in Italia che al momento, a differenza del settore privato, è ancora sprovvisto di una copertura di questo tipo. Le adesioni, comunque, sono aperte a tutti i settori del privato e i sindacati puntano ad estenderlo al più ampio numero possibile di dipendenti del comparti produttivi.

Le risorse del fondo verranno usate per rimborsare le prestazioni sanitarie stabilite nel nomenclatore predisposto in accordo con l'Azienda sanitaria e l'assessorato provinciale alla Salute e approvato lo scorso 30 luglio. Di fronte alle critiche di chi sostiene che il fondo non è coerente con un sistema sanitario pubblico i sindacati rispondono con dati certi: ben i due terzi delle risorse di Sanifonds saranno destinate alla copertura di spese odontoiatriche e per la non autosufficienza, ossia prestazioni non garantite universalmente dal sistema sanitario pubblico.

 

7 gennaio 2016

 

 

 

TORNA SU