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Cgil Cisl Uil Trentino: il risparmio del taglio Ires non ricada solo sulle imprese. Le nuove risorse dirottate anche sulla contrattazione di 2° livello

Nella riunione unitaria i direttivi chiedono anche maggiore attenzione sugli sgravi per famiglie e più risorse per il rinnovo del contratto del pubb

Le risorse aggiuntive derivanti dalla scelta nazionale di posticipare il taglio Ires non potranno tradursi, nella finanziaria provinciale, esclusivamente in misure a sostegno delle imprese. I 27 milioni di euro dovranno servire anche ad incentivare la contrattazione territoriale, a vantaggio dunque dei lavoratori. E’ questa la richiesta forte emersa oggi alla riunione unitaria dei direttivi di Cgil Cisl Uil del Trentino rivolta all’indirizzo del governatore Ugo Rossi che ha promesso nuovi sgravi in finanziaria per le aziende. Una manovra, quella varata dalla giunta provinciale, che per Cgil Cisl Uil del Trentino resta sbilanciata a favore del mondo imprenditoriale, come hanno rimarcato i tre segretari confederali. “In queste settimane abbiamo assistito a continue richieste a rialzo da parte delle associazioni datoriali – hanno sottolineato Franco Ianeselli, Walter Alotti e Lorenzo Pomini -. E’ un atteggiamento corporativo e non responsabile. La manovra non è ancora stata approvata e il sindacato continuerà a partecipare alla discussione con proposte costruttive a vantaggio dell’intera collettività non una sola parte”.


In particolare per Cgil Cisl Uil del Trentino la finanziaria provinciale, anche alla luce delle nuove risorse disponibili, deve incentivare la contrattazione di secondo livello “utile strumento per far ripartire tutta la partita della contrattazione nel privato e nel pubblico”, sostenere con maggiore incisività le famiglie oltre agli sgravi Irpef fino a 20mila euro e prevedere maggiori risorse per il contratto del pubblico impiego.

Siamo consapevoli che non ci sono a disposizione milioni di euro – hanno ammesso i tre segretari – ma crediamo che quanto disponibile vada usato in modo lungimirante e responsabile”. In particolare sul fronte degli sgravi per le famiglie le tre organizzazioni sindacali pur apprezzando quanto contenuto in finanziaria hanno sottolineato la necessità di un maggior coraggio con l’introduzione di maggiore progressività degli sgravi e sul taglio Imis sulla prima casa, ambito quest’ultimo su cui la” Provincia avrebbe potuto osare di più rispetto al nazionale”.

 

Sul fronte del contratto del comparto pubblico provinciale la richiesta non è solo maggiori risorse, ma anche ampliamento degli organici. “Crediamo che sia necessario riaprire la discussione anche sull’adeguamento degli organici del pubblico impiego, soprattutto della sanità”.

 

Altro punto centrale nel dibattito di questa mattina è stato il nuovo protocollo del welfare territoriale, ed in particolare dare avvio concreto al fondo di sanità integrativa, Sanifonds, e al fondo di solidarietà territoriale. “Con l’avvio di questi due strumenti si innova e si potenzia il sistema di welfare trentino a vantaggio della nostra comunità e in integrazione delle copertura ad oggi garantite dal pubblico. E’ in ballo una partita fondamentale per la nostra comunità. È ora di partire, auspichiamo che tutti ci stiano”. In particolare il sindacato sollecita politica e governo provinciale a ritrovare una linea unitaria e condivisa su Sanifonds e sottolinea l’assoluta necessità che le remore di qualche associazione datoriale sul fondo di solidarietà siano superata da un atteggiamento concretamente territoriale. Sul nuovo piano di politiche del lavoro è stato sottolineato ancora una volta l’importanza della delega sugli ammortizzatori sociali che garantirà misure di protezione più ampie rispetto al resto d’Italia.

 

Nel corso della riunione si è discusso anche delle misure più significative previste dalla legge di Stabilità. Cgil Cisl e Uil hanno rimarcato in negativo la mancata riforma delle pensioni e la scarsità di risorse stanziate per detassare il lavoro e per gli investimenti pubblici. “La manovra varata dal governo Renzi scommette sulla crescita – hanno sottolineato – ma la ripresa si sostiene concretamente incentivando gli sgravi sul lavoro, facendo ripartire gli investimenti pubblici e invece ancora una volta si sceglie di detassare il patrimonio tagliando l’imposta sulla prima casa”. Positive invece la reintroduzione degli sgravi sui premi di produttività e il rifinanziamento, anche se non sufficiente, degli ammortizzatori sociali.

Infine si è discusso dei previsti tagli di risorse a Caf e patronato che rischiano di mettere a rischio le prestazioni e i servizi.

 

 

 

 

 

Trento, 27 novembre 2015

 

 

 

 

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