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Positiva la riorganizzazione dell'attività chirurgica sul territorio

Cgil Cisl Uil “Così non si sguarniscono le periferie. Essenziale, però ,che gli ambiti più delicati siano accentrati a Trento e Rovereto”

La riorganizzazione dell’attività chirurgica negli ospedali trentini è positiva se attuata in un'ottica di rete che punta a non sguarnire le periferie, ma a qualificarle”. Giudicano così Cgil Cisl Uil del Trentino il progetto che punta a specializzare i diversi presidi ospedalieri trentini, per ridurre le liste d'attesa e assicurare un numero adeguato di interventi in rapporto alla qualità.

Gli ospedali periferici devono essere sempre di più presidio essenziale nei territori e continuare a svolgere il loro importante ruolo in termini di prevenzione, medicina di base e fasi “post acuzie”, dicono i tre segretari Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti. Le tre confederazioni, invece, ritengono indispensabile che le operazioni più complesse e delicate restino di competenza degli ospedali maggiori, Trento in primis, e Rovereto. Questi interventi richiedono infatti anche un considerevole impegno di risorse che è opportuno concentrare più che disperdere sul territorio.

Giudizio sospeso intanto sulle ripercussioni che la nuova organizzazione potrà avere sul personale. Un aspetto che Cgil Cisl Uil del Trentino valuteranno con attenzione non appena si avrà un quadro più completo.

 

 

 

 

 

 

Trento, 18 novembre 2015

 

 

 

 

 

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