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Calo delle retribuzioni effetto della crisi sull'occupazione Cgil Cisl Uil Trentino: “Ora invertire la rotta”

Il calo generalizzato delle retribuzioni dei dipendenti, trasversale a tutti i settori, evidenziato dall'analisi Ispat, è l'effetto di un fenomeno più ampio che ha inciso direttamente sulle dinamiche lavorative. “Il livellamento al ribasso degli stipendi – spiegano i tre segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino – è la dimostrazione di come la crisi economica in questi anni ha spinto le imprese a proporre offerte di lavoro su livelli inferiori, determinando un generale riposizionamento verso il basso delle occupazioni”.

Parallelamente con la crisi molti contratti di secondo livello sono stati rivisti ed è aumentato il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Una dimanica abbastanza scontata che adesso, però, può essere spinta in direzione opposta, verso un progressivo recupero economico e occupazionale di qualità. “Ci sono segnali incoraggianti che vanno colti – ammettono Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. A questo punto è fondamentale la responsabilità di tutte le parti, sindacato, imprese, istituzioni, per spingere sulla rigenerazione del tessuto economico della nostra provincia, primo passo indispesabile per costruire un'occupazione di qualità, ben retribuita”. Una spinta che per i tre segretari confederali dovrà portare anche alla riapertura del confronto sui contratti sia nel comparto pubblico sia nel privato. “Ci sono alcuni segnali di ripresa ed è stata riconfermata la detassazione sul lavoro dal governo Renzi. Auspichiamo, dunque, che questo crei le condizioni per una forte ripresa della contrattazione nelle aziende e nel pubblico impiego”, concludono i tre segretari.

 

 

 

 

 

 

Trento, 4 novembre 2015

 

 

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