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Italcementi, l’azienda conferma la chiusura parziale di Sarche

I sindacati:” A rischio 30 posti di lavoro”. Dipendenti<

Italcementi dimezzerà l’attività dello stabilimento di Sarche di Calavino. La conferma definitiva è arrivata oggi durante un incontro tra i segretari di Fillea Cgil Filca Cisl e Feneal Uil con la rsu aziendale e il responsabile delle risorse umane e il direttore dello stabilimento trentino.

Una notizia di fronte alla quale i lavoratori reagiranno con lo sciopero. Oggi pomeriggio, in assembla, hanno infatti deciso di aderire alla mobilitazione prevista anche in altri stabilimenti del gruppo per venerdì prossimo 30 ottobre.

Italcementi ha motivato la decisione di spegnere il forno a Sarche e ridimensionare lo stabilimento con le difficoltà del mercato internazionale, che hanno indotto il gruppo a ripensare la produzione e a riorganizzare gli assetti. Ma non solo. La scelta di comunicare in anticipo la chiusura è stata dettata anche dal mutato quadro normativo che non permette più il mantenimento dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria fino a gennaio 2017, se non per precise ragioni tra cui i ridimensionamenti. In questo modo, almeno, si assicura ai lavoratori un ulteriore anno di ammortizzatori sociali.

La scelta del gruppo è irrevocabile – ammettono con amarezza i segretari Maurizio Zabbeni (Fillea), Gianni Tomasi (Feneal) e Stefano Pisetta (Filca) -. A questo punto ci spenderemo in ogni modo, a livello locale e nazionale, per tutelare al massimo i lavoratori cercando di portare l’azienda al tavolo della trattativa per individuare strumenti a sostegno dei lavoratori in uscita”. Anche su questo punto, però, la strada è in salita come ammettono i segretari. “Se di fronte alla crisi del mercato poco possiamo, certo è che Italcementi prima di cedere al gruppo tedesco Heidelberg poteva inserire clausole sociali stringenti per tutelare i lavoratori, come abbiamo più volte chiesto. Allora ci davano rassicurazioni, oggi ci comunicano i ridimensionamenti”.

Il piano di ristrutturazione del gruppo dovrebbe portare ad un centinaio di esuberi a livello nazionale, 30 probabilmente a Calavino.

I sindacati, comunque, non intendono restare a guardare. A brevissimo verrà chiesto un incontro con l’assessore all’Economia per valutare la possibilità di convertire lo stabilimento. “Vogliamo che all’incontro partecipi anche Italcementi – spiegano inoltre – perché vogliamo che l’azienda abbia un coinvolgimento attivo e un impegno economico accanto ad Agenzia del Lavoro nelle misure a sostegno dei lavoratori che resteranno a casa e sulla loro riqualificazione”.

Trento, 27 ottobre 2015 

 

 

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