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Italcementi, forte preoccupazione per lo stabilimento di Calavino

I sindacati: “Presi in giro dall'azienda. Non accetteremo in silenzio tagli al personale”

Lo stabilimento Italcementi di Calavino rischia una parziale chiusura. Stando a quanto comunicato ieri dai vertici del gruppo alle segreterie nazionali di Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil il sito trentino è destinato a veder spento per sempre il forno. L'unica attività che resterebbe in Trentino è la macinazione dei materiali. Troppo poco per scongiurare tagli agli addetti, peraltro attualmente in cassa integrazione a rotazione.

E' una notizia che arriva inattesa – dichiarano i segretari trentini di Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil -. Ci sentiamo presi in giro”. In tutti i recenti incontri avuti con i vertici aziendali, infatti, non era mai stato ventilato l'ipotesi dismissione parziale. Una scelta che avrebbe, inevitabilmente, ripercussioni pesanti sui 50 lavoratori. “E' inaccettabile che l'azienda si prenda gioco dei lavoratori e dei sindacati in questo modo – insistono Maurizio Zabbeni (Fillea), Gianni Tomani (Feneal) e Stefano Pisetta (Filca) -. Che il comparto sia in crisi è cosa nota, così come è nota la situazione del gruppo. Ma fino a questo momento tutte le nostre preoccupazioni sul futuro degli stabilimenti e sull'effetto della cessione del 45% del gruppo ai tedeschi di Heidelberg erano state rimandate al mittente. Purtroppo dobbiamo constatare che non eravamo molto lontani dalla verità”.

Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil del Trentino hanno già chiesto un incontro con la direzione del gruppo, che si poterebbe svolgere già venerdì prossimo 23 ottobre. Subito dopo verranno informati i lavoratori. Se venisse confermata la volontà di ridimensionare il sito di Calavino i sindacati sono pronti a proclamare lo stato di agitazione. Gli edili trentini intanto si muoveranno anche a livello locale coinvolgendo la Provincia sulla questione. “E' necessario riaprire subito la discussione sul radicamento sul territorio dello stabilimento, ripartendo dalle ipotesi già avanzate in passato, tra cui quella di portare a Calavino l'attività di smaltimento dei fanghi”, concludono i tre segretari.



Trento, 15 ottobre 2015





 

 

 

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