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Edilizia pubblica. Per Cgil Cisl Uil l'equità parte dal recupero di alloggi e dall'Icef

I sindacati chiedono un confronto aperto sulle modifiche al regolamento di edilizia abitativa pubblica.

 

Dichiarazioni di Andrea Grosselli (Cgil del Trentino), Lorenzo Pomini (Cisl del Trentino) e Walter Alotti (Uil del Trentino)

 

L'assessore Daldoss sbaglia quando sembra velatamente accusare il sindacato trentino di non essere attento all'equità e all'interesse generale. La storia, anche recente, dimostra il contrario. Sulle politiche della casa, dalla riforma Itea in avanti, abbiamo sempre spronato l’amministrazione provinciale a fare il proprio mestiere, ossia dare risposte alle esigenze abitative dei nuclei più deboli. Abbiamo però anche contenuto le forti critiche e le preoccupazioni di assegnatari di alloggi sociali e di mancati beneficiari nell'attuazione della riforma. Lo abbiamo fatto perché condividevamo l’impianto di quelle politiche, consapevoli che solo la sostenibilità economica e sociale del sistema di welfare locale garantisce davvero le fasce più deboli.

Il giudizio dell’assessore è ingeneroso e fuorviante anche in questo specifico caso: il regolamento di edilizia pubblica può essere cambiato, basta che le modifiche siano eque e sostenibili. Per questo sull'integrazione al canone abbiamo proposto di ampliare, da un lato, gli alloggi da assegnare e, dall'altro, abbiamo sostenuto la necessità di tutelare i nuclei più deboli e di articolare il contributo in un decalage temporaneo. In questo modo, si raggiungerebbe il medesimo obiettivo propugnato dall'assessore Daldoss, ossia garantire la possibilità di veder riconosciuto il contributo anche a chi, seppur in graduatoria, non lo riceve, ma in maniera socialmente meno impattante.

Infine, siamo pronti a discutere a 360 gradi sull’Icef, compresa l’opportunità di rivedere le soglie per i nuovi assegnatari e verificare le modalità migliori per modulare i canoni corrisposti dagli inquilini. Ma non si può più procrastinare l’indicizzazione dell’Icef applicato all’edilizia abitativa pubblica. Lo prevede la legge 15 e il regolamento stesso: si può procedere subito ad adeguare al costo della vita l’Icef per l’Itea con modalità specifiche e senza violare alcuna norma.

Se l’assessore Daldoss, come dice, è davvero pronto a discuterne, non si perda tempo: si apra subito un confronto tecnico. Siamo pronti a presentargli le nostre proposte e a condividere con la Giunta i necessari aggiustamenti, anche riguardo possibili nuovi investimenti nella realizzazione di alloggi. Ma prima di tutto su nuove e rapide assegnazioni di alloggi Itea e sull’Icef dalle promesse si deve passare finalmente ai fatti concreti.



5 settembre 2015

 

 

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