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Festa dell'Autonomia, sbagliato tagliare fuori le donne

Per la Cgil del Trentino scelta ingiustificabile. “Si sceglie di non vedere le eccellenze femminili”

Il patrimonio dell'Autonomia appartiene alle trentine e ai trentini. Non si capisce se per leggerezza o in maniera del tutto intenzionale, visto che è il secondo anno che ciò accade, si sia scelto di ritagliare un ruolo solo di spettatrici alle donne per le cerimonie in programma venerdì e sabato”.

Claudia Loro, responsabile delle politiche di genere della Cgil del Trentino e Giovanna Weber, responsabile del coordinamento donne delle pensionate di via Muredei, ritengono assolutamente ingiustificabile la scelta compiuta dalla Provincia che esclude in maniera totale ogni donna dal tavolo dei relatori e dalla cerimonia per la festa dell'Autonomia. “E' come se si fosse voluto affermare che non ci sono donne competenti a sufficienza per poter intervenire al convegno – insistono le due rappresentanti sindacali – ma la realtà è ben diversa. Ci sono moltissime donne che hanno competenze di grande spessore, il problema è che deliberatamente si sceglie di non tenerle nella giusta considerazione, continuando a non rispettare il principio della parità tra i generi”.

Quel che è ancora più grave, secondo Loro e Weber, è il messaggio che si dà all'esterno in un momento in cui già sono sotto tiro tutte le iniziative che puntano a riconoscere pari opportunità, nella società e in politica, a donne e uomini. “Non è certo in questo modo che si costruisce un Trentino in cui donne e uomini hanno uguali diritti e uguale possibilità di intervento – insistono –. Auspichiamo che si interrompa questo modo di fare, soprattutto in considerazione delle importanti partite che andranno definite in questa legislatura”.

 

 

 

Trento, 2 settembre 2015

 

 

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