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Fillea Cgil: diffidare le ditte che non sono in regola

Il sindacato chiede una stretta sui controlli e richiama alla responsabilità i Comuni 

“Controlli di tutte le aziende che operano nel comparto porfido per verificare senza indugi la regolarità retributiva e contributiva. Chi non sarà in regola dovrà essere diffidato, e, se concessionario, in caso di reiterazione, dovrà essere revocata la concessione. Alle ditte non concessionarie dovrà essere impedito di ricevere il materiale grezzo scavato”.

Sono queste le richieste che Fillea Cgil con il segretario Maurizio Zabbeni metteranno sul tavolo del confronto con i sindaci dei Comuni dell'area estrattiva e l'assessore provinciale Alessandro Olivi, lunedì prossimo, 6 luglio. L'incontro è stato chiesto dalla Fillea Cgil nelle scorse settimane, prima dunque del sollecito del Coordinamento Lavoro Porfido. Fillea Cgil non ci sta, dunque, a vestire i panni di chi fino a questo momento si è limitato a guardare la situazione. “Rivendichiamo l'impegno speso in questi anni come sindacato per cambiare il settore – sottolinea Zabbeni, rispondendo alla critiche del Coordinamento del Porfido -. Non è tempo di abbandonarsi a protagonismi e posizioni personali, serve invece collaborare insieme per riformare seriamente il comparto porfido a vantaggio dei lavoratori”.

In questi anni Fillea Cgil del Trentino si è spesa intervenendo sulle situazioni critiche, siglando protocolli che sono stati rispettati perché tutte le imprese prima di licenziare hanno messo in campo tutti gli ammortizzatori agibili. “Per preparare una proposta normativa di rottura ci vuole tempo, insiste Zabbeni - non si possono improvvisare leggi che potrebbero immediatamente essere impugnate”. La questione di una riforma legislativa del settore sarà proprio il tema al centro di un convegno organizzato dalla Fillea del Trentino in programma il prossimo 22 luglio ad Albiano che vedrà tra gli altri anche l'intervento del vicepresidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena e di Paolo Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil.

“Con il convegno contiamo di dare il giusto impulso per porre fine alla fase che dura ormai da decenni – insiste Zabbeni -, nell'acquiescenza delle comunità locali, compreso chi oggi giudica così il sindacato. Avrebbero dovuto, infatti, essere le amministrazioni comunali, prima che il sindacato, le garanti della corretta gestione della risorsa pubblica cava”.Per la Fillea-Cgil è giunto il momento, dunque, per sancire sopra ogni conflitto d'interesse insistente su quell'area, che la proprietà collettiva del bene comune sia prioritaria rispetto alla proprietà del singolo. “Chi non è in regola non promuove la risorsa pubblica per il bene della comunità e quindi deve essere immediatamente fermato”, conclude il segretario.

Trento, 2 luglio 2015

 

 

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