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Riforma del Progettone, indispensabile coinvolgere le federazioni di categoria

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil chiedono l'apertura di un tavolo trilaterale con Provincia e cooperative

 

La riforma del Progettone in discussione in Provincia non può escludere dal tavolo del confronto le federazioni di categoria. L'importanza dei temi in discussione e le conseguenze che avranno sulla vita dei lavoratori sono tali da non poter essere calate dall'alto sulla loro testa”. Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil sono fermi nel chiedere alla Provincia l'apertura di un tavolo trilaterale, che veda vicino alla rappresentanza dei lavoratori anche Piazza Dante e le cooperative, giudicando non esaustivo il confronto oggi aperto esclusivamente con le Confederazioni sindacali. Tavoli trilaterali sono peraltro previsti dalla legge provinciale 32/90.

La riforma del Progettone, in discussione in questi mesi, introduce significativi cambiamenti sul piano delle regole di accesso sia sul fronte del contenimento dei costi.

Il Progettone è uno strumento importantissimo, lo è stato in passato e lo è tuttora. Condividiamo la necessità di aggiornarlo, ma non possiamo accettare di essere esclusi da una riforma che avrà effetti molto significativi sulla vita dei lavoratori coinvolti”, sostengono i tre segretari Manuela Faggioni (Flai Cgil), Fulvio Bastiani (Fai Cisl) e Andrea Meneghelli (Uila Uil)

Bene dunque l'ipotesi di aggiornare lo strumento ampliando la platea dei soggetti che vi potranno accedere, anche modificando i requisiti d'accesso e alcune parti del contratto (solco per altro nel quale si inserisce la piattaforma presentata unitariamente), a patto che, però, questo non si traduca in una penalizzazione per i lavoratori e le lavoratrici coinvolte.

Le organizzazioni sindacali valutano positivamente anche la proposta di rafforzare i percorsi di formazione, aspetto su cui Flai, Fai e Uila insistono da anni.

Infine si condivide la richiesta della Provincia alle cooperative sociali di ridurre i costi di gestione dei consorzi, anche se si è convinti che si possa fare ancora molto per ridurre gli sprechi: nella consapevolezza che il Progettone, per la valenza strategica che riveste, deve continuare ad essere uno strumento anche economicamente sostenibile per essere mantenuto in funzione.


Trento, 1 luglio 2015 

 

 

 

 

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