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Orvea comunica la disdetta e il recesso del contratto integrativo aziendale

Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Fisascat Cisl: decisione illegittima, che viola gli accordi sottoscritti

Oggi Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Fisascat Cisl hanno ricevuto la comunicazione dalla Società Orvea Spa che dal 31 ottobre 2015 cesserà ogni forma integrativa salariale e normativa. Una decisione che viola gli accordi sottoscritti tuttora validi e che penalizza gli oltre 400 dipendenti, dei quali circa 70 già messi in difficoltà dalla Cigs in corso.

Orvea Spa è controllata dal Gruppo Poli, che ne aveva acquisito il pacchetto di maggioranza con l'obiettivo dichiarato di rilanciare il marchio aziendale e l'occupazione.

A tal fine le organizzazioni sindacali col consenso dei lavoratori avevano convenuto che nel piano di rilancio societario si operassero scelte temporanee di messa in cassa integrazione di un nutrito gruppo di lavoratori con la garanzia di un piano di investimenti nei punti vendita rimasti aperti e di rilancio dell'ingrosso in un nuovo ipermercato (IPERORVEA) a Rovereto.

Tale atto unilaterale aziendale colpisce in maniera ancor più pesante le condizioni dei lavoratori, sostenendo l'idea del Gruppo Poli che tagliando salari e diritti di chi crea ricchezza e profitti si possa rilanciare Orvea.

E' ancor più allarmante pensare che questi tagli avvengono in una società che ha sempre fatto da apripista, in Trentino, nelle innovazioni contrattuali sindacali, prese poi ad esempio dalle altre realtà radicate sul nostro territorio.

Filcams Cgil, Uilrtucs Uil e Fisacsat Cisl ritengono inoltre che l'atto di recesso e disdetta viola quanto sottoscritto nel vigente contratto integrativo che mette al riparo fino al 2018 quanto già unitariamente sottoscritto e detta norme di rispetto delle parti e della ripresa delle trattative.

Lunedì mattina, nell'ambito dell'incontro già previsto con la direzione Orvea le tre sigle sindacali chiederanno anche l'immediato ritiro dell'atto di recesso e disdetta, in assenza della quale si attiveranno le iniziative più opportune, compresa la dichiarazione dello stato di agitazione, non escludendo il ricorso alle autorità competenti. È indispensabile, infatti, che anche nel gruppo societario più importante del nostro territorio in termini di occupazione si ripristino la legalità e il rispetto degli accordi raggiunti dalle rappresentanze sindacali e dai lavoratori.

25 giugno 2015

 

 

 

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