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Whirlpool. C'è l'ipotesi Vetri Speciali

A due anni dall'annuncio dell'addio della multinazione americana degli elettrodomestici e a sei mesi dalla chiusura dello stabilimento, si fa più concreta la speranza di una ricollocazione degli operai di Spini di Gardolo 

Whirlpool. C'è l'ipotesi Vetri Speciali

A due anni dall'annuncio dell'addio della multinazione americana degli elettrodomestici e a sei mesi dalla chiusura dello stabilimento, si fa più concreta la speranza di una ricollocazione degli operai di Spini di Gardolo. Al bando della Provincia autonoma di Trento per l'utilizzo degli spazi che furono il simbolo dell'industrializzazione del nostro territorio, ha infatti risposto la Vetri Speciali, azienda che ha uno stabilimento anche a Pergine, che intenderebbe investire circa 41 milioni di euro per assumere circa 150 addetti entro il 2017 e circa 250 a regime. Per Fiom e CGil si tratta di una notizia positiva.

La comunicazione della manifestazione di interesse è arrivata direttamente dalla Provincia. «La proposta avanzata da Vetri Speciali - si legge in una nota dell'ufficio stampa di piazza dante - che verrà esaminata nel dettaglio la prossima settimana dall’apposita Commissione di Trentino Sviluppo, appare comunque molto interessante, prevedendo investimenti per 41,2 milioni complessivi, dei quali 27,7 milioni in macchinari ed impianti e 300 mila euro l’anno di manutenzioni sull’immobile che equivalgono ad una sorta di canone in natura. Il gruppo industriale assumerà in Trentino, attingendo preferibilmente dagli ex lavoratori Whirlpool, 150 nuovi dipendenti entro il 2017, in aggiunta ai 134 dipendenti già impiegati a Pergine Valsugana, che saliranno a 250 nuovi occupati a regime».

Positivo il commento dei vertici della Fiom e della Cgil del Trentino. «L'ipotesi di subentro nel compendio Whirlpool da parte della Vetri Speciali - scrivono in una nota Franco Ianeselli (segretario generale Cgil) e Manuela Terragnolo (segretaria generale Fiom) - va accolta positivamente come opportunità per non disperdere le professionalità in campo manifatturiero costruite negli anni nello stabilimento di Spini di Gardolo, dare un'occasione di ricollocazione ai lavoratori che lì hanno operato fino a pochi mesi fa e contestualmente rafforzare il tessuto produttivo locale».

«La prudenza - proseguono i due sindacalisti - in questo caso resta comunque d'obbligo, a due anni dall'annuncio della chiusura e a sei mesi dalla riconsegna dello stabilimento a Trentino Sviluppo. Attendiamo quindi le verifiche tecniche da parte della Provincia indispensabili a dare prospettive concrete alle lavoratrici ed ai lavoratori ex Whirlpool e a poter quindi avviare il confronto sindacale con l'attività subentrante. Ci pare importante che un'azienda già presente sul nostro territorio decida di investire significative nuove risorse in Trentino».

Insomma, ci sono le premesse perché la scommessa del sindacato trentino di garantire attraverso la riqualificazione del personale ex Whirlpool e la ricerca di un'attività sostituitiva la continuità produttiva dello storico stabilimento industriale sia vinta. Nonostante l'annuncio della chiusura, poco meno di due anni fa, fosse caduta come un fulmine a ciel sereno, l'attività negoziale delle organizzazioni sindacali del metlmeccanici, supportati dalle confederazioni, aveva avuto sempre come principio l'impegno a garantire una ricollocazione del personale espulso attraverso una concreta presa in carico di tutti i lavoratori da parte di Agenzia del Lavoro.

Secondo l'assessore provinciale all'economia e al lavoro, Alessandro Olivi, «in due mesi siamo riusciti ad intercettare e formalizzare l’interesse di un importante gruppo industriale, sperimentando un nuovo modello per la promozione del patrimonio produttivo pubblico che replicheremo presto in altri siti industriali».

19 giugno 2015


 

 

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