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Sapes. L'azienda condannata per condotta antisindacale

Il giudice Beghini ha accolto il ricorso della Fiom Cgil del Trentino. «Le nostre ragioni sono suffragate dai fatti. Ora si creino le condizioni per relazioni sindacali rispettose».

L'azienda metalmeccanica di Storo (TN), Sapes SpA è stata condannata dal giudice del lavoro, Roberto Beghini, per condotta antisindacale. Sono stati accolti quindi i rilievi posti alla base di un ricorso della Fiom Cgil del Trentino contro il mancato versamento delle trattenute sindacali, le errate comunicazioni aziendali sulla presunta illegittimità di uno sciopero e l'assenza dell'informazione alla stessa organizzazione sindacale sulla cessazione e riassunzione di addetti tra le aziende del gruppo. 

«Con questa sentenza - spiega Manuela Terragnolo, segretaria generale della Fiom Cgil del Trentino - il giudice ha stabilito la verità dei fatti. Le nostre ragioni, che sono rimaste sempre inascoltate perché non ritenute legittime dall'azienda, oggi sono suffragate dal giudizio di un tribunale che ha valutato i fatti appunto, e non le opinioni. Siamo quindi soddisfatti e riteniamo che questa sentenza ponga le basi perché le lavoratrici e i lavoratori di Sapes e OG possano svolgere il proprio lavoro con la consueta dedizione, ma finalmente in un clima più sereno». 

Nei mesi scorsi il grado di conflittualità all'interno degli stabilimenti di Storo e Condino si era progressivamente alzato. Il 20 febbraio i lavoratori di Sapes e OG avevano scioperato contro il licenziamento ritenuto ingiusto di un delegato sindacale. Il 27 marzo poi, in occasione dello sciopero provinciale del settore metalmeccanico indetto dalla Fiom, le tute blu della Cgil avevano organizzato una manifestazione proprio a Storo davanti ai cancelli della Sapes per protestare contro il clima sempre più difficile che si respirava in azienda. 

«Dopo questa sentenza chiarificatrice - è l'opinione di Michele Guarda, che per la Fiom segue gli stabilimenti Sapes e OG - confidiamo che nei due stabilimenti giudicariensi si possano finalmente creare le condizioni per costruire un ambiente di lavoro sereno e rispettoso dei lavoratori, anche attraverso corrette relazioni sindacali per il bene di tutti, delle lavoratrici e dei lavoratori e dell'azienda stessa». 

7 maggio 2015

 

 

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