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Gruppo I&T. Sciopero e presidio oggi per la retribuzione

La Fiom Cgil del Trentino, insieme ai lavoratori della società che opera per Dexit nella gestione dei pc del sistema Provincia, protesta contro il ritardato pagamento delle retribuzioni. Sono una decina i lavoratori che attendono ancora la

Sono in dodici i lavoratori di I&T, società pugliese dell'informatica, che attendono ancora la busta paga di dicembre. I colleghi di Dexit, la società per la quale i dipendenti I&T operano nell'istallazione e manutenzione dei pc degli enti pubblici provinciali, vengono invece retribuiti regolarmente. Anche perché, la stazione appaltante, in questo caso la Provincia autonoma di Trento tramite Informatica Trentina, e la stessa Dexit non ritardano mai i propri pagamenti alle ditte appaltatrici e ai fornitori. 

«È una situazione intollerabile - protesta Aura Caraba della Fiom Cgil del Trentino -. Non è possibile che lavoratori che svolgono le medesime mansioni, nello stesso luogo e per la stessa azienda, vengano trattati in modo tanto differente. La retribuzione dei lavoratori va corrisposta senza dilazioni, perché con quei soldi si pagano gli affitti, il vitto e tutto ciò che serve per mantenere la propria famiglia».Di qui la protesta dei lavoratori del gruppo I&T in Trentino per chiedere con forza il rispetto delle scadenze delle proprie retribuzioni. Oggi infatti i lavoratori hanno scioperato per tutta la giornata e al mattino hanno effettuato un presidio sotto la sede di Informatica Trentina. 

In Italia il gruppo I&T occupa circa 600 persone tra dipendenti e collaboratori. Molti di questi vivono in situazioni analoghe ai colleghi trentini.«La condizione dei lavoratori in Puglia ed in Lombardia per esempio - ricorda Caraba - non è molto diversa. Ma qui in Trentino non sussistono proprio i presupposti per questi ritardi, in quanto la pubblica amministrazione salda i compensi alle ditte appaltatrici con regolarità».

«Chiediamo l'intervento di Informatica Trentina e di Dexit - chiosa la sindacalista della Fiom -. Queste situazioni sono intollerabili e vanno sanate rapidamente».

3 febbraio 2015

 

 

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