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Bilanci industria. Burli (Cgil): "È lungo il cammino per uscire dalla crisi"

Per il segretario generale della Cgil del Trentino il prossimo bilancio della Provincia è però un passaggio decisivo. «Dobbiamo tornare a crescere e servono risorse da investire su innovazione, lavoro e conoscenza».

«Anche quest'anno i dati dei bilanci delle aziende industriali trentine testimoniano le difficoltà che vive l'economia locale. Nonostante gli sforzi nell'aumentare la propria competitività, il tessuto produttivo locale, a partire dal manifatturiero, risente della recessione in atto a livello italiano e delle difficoltà dell'economia europea. Se il cammino per uscire dalla crisi sarà lungo, bisogna che il Trentino affretti il passo lungo il sentiero della crescita. La finanziaria provinciale per il 2015 è un passaggio decisivo: non possiamo rimandare le scelte necessarie perché servono risorse per rilanciare l'innovazione, il mercato del lavoro e i settori fondamentali per lo sviluppo, in primo luogo quello della conoscenza».

Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, commenta così i dati raccolti nel report annuale sui bilanci dell'industria manifatturiera in Trentino. Ed anche alla luce dell'accordo tra le Province di Trento e Bolzano e lo Stato sul concorso al risanamento del debito pubblico nazionale, rilancia la richiesta del sindacato di tagliare la spesa improduttiva e rendere più efficiente il sistema dei servizi della Provincia per ricavare risorse a favore dello sviluppo e dell'occupazione sul territorio.

«Non ce lo nascondiamo - ammette Burli -. Il conto che lo Stato ci sta facendo pagare è oneroso e ci preoccupa il fatto che possa ulteriormente salire, anche del 20%. Comprendiamo che, nella situazione attuale, la soluzione migliore - quella del residuo fiscale - era difficile da percorrere. Ma ora il Trentino non ha più alibi: sappiamo che non potremo più accontentare gli interessi particolari o di campanile, ma dovremo costruire un Trentino più efficiente capace di concentrare le risorse oggi disperse in mille rivoli su poche e selezionate politiche. In particolare dovremo sostenere l'innovazione e la rigenerazione del tessuto produttivo, selezionare gli investimenti pubblici e difendere la coesione sociale, rendendo il welfare uno strumento di promozione del lavoro».

E' la condizione economica e sociale del Trentino a richiedere questo sforzo alla politica. Uno sforzo al quale non mancherà il supporto delle parti sociali se il disegno della Giunta metterà al centro l'interesse generale del Trentino, dei giovani, dei disoccupati e delle imprese che investono e puntano a creare nuova occupazione. «Come abbiamo sempre dimostrato - conferma il segretario generale Burli - i sindacati sono pronti a fare la propria parte favorendo, grazie alla contrattazione, il rilancio delle imprese sane e virtuose e supportando il Governo provinciale nella definizione di politiche che sostengano la crescita e la coesione sociale. Per questo il lavoro deve restare centrale nella programmazione finanziaria della Provincia e la spesa deve essere riprogrammata a questo scopo, bandendo i tagli lineari ma grazie ad una revisione selettiva delle poste di bilancio. Confidiamo che la Giunta sappia percorrere questa strada senza tentennamenti. Ne va del futuro del Trentino».  
16 ottobre 2014

 

 

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