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Bilancio 2015. «Riorganizzare il welfare senza penalizzare i più deboli»

La Giunta provinciale avvia la discussione sulla manovra finanziaria. Burli, Pomini e Alotti: «Si apra un confronto a 360 gradi con le parti sociali. Sull'Irap si attenda la manovra del Governo».

La Giunta provinciale sta predisponendo la manovra finanziaria per il 2015 e prevede un bilancio in calo anche per il prossimo anno quando si faranno sentire gli effetti della crisi economica anche sul gettito fiscale, nonché gli interventi dello Stato su Regioni e Province autonome.

«Siamo tutti consapevoli - avvertono i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti - che la dinamica della finanza pubblica provinciale è in contrazione e ci attendono anni in cui il Trentino dovrà fare di più con meno. I margini ci sono, ma la Giunta deve dimostrare coraggio tagliando in maniera selettiva laddove si annidano sprechi e spesa improduttiva e colpendo con più forza chi le tasse le evade. Riorganizzare il welfare è condivisibile, penalizzare i più deboli non è invece giustificabile».

Per Cgil Cisl Uil, sul fronte della riduzione delle spese, è prioritario rivedere in primo luogo l'articolazione di enti locali e comunità di valle e le politiche per la salute, puntando più sulla qualità dei servizi pubblici che sulla loro diffusione capillare. «In questo senso - incalzano Burli, Pomini e Alotti - le modifiche al disegno di legge di riforma della legge istituzionale e il rallentamento del piano di riorganizzazione dei servizi sanitari vanno nella direzione opposta a quella da noi auspicata. Il Trentino deve puntare su qualità e innovazione nei servizi pubblici offerti alla cittadinanza e sulla professionalità del suo personale, avendo ben chiaro che un territorio di 530 mila abitanti non può più permettersi 213 comuni e strutture ospedaliere che replicano i medesimi servizi in ogni valle a scapito dell'efficienza».

Serve una vera e propria spending review, sostengono i tre segretari generali, per individuare i capitoli di spesa da riqualificare. Questa operazione dovrà necessariamente riguardare anche sanità, welfare e istruzione che però non dovranno essere oggetto di tagli lineari. «I tagli lineari - accusano infatti Burli, Pomini e Alotti - sono il contrario della politica che è chiamata a distinguere e a scegliere. Le riduzioni di bilancio indifferenziate minano la qualità dei servizi, mortificano il personale e colpiscono i soggetti più deboli».

Su fronte degli sgravi fiscali alle imprese, delle politiche di welfare e delle nuove tariffe sui servizi alla persona, Cgil Cisl Uil del Trentino chiedono un confronto a 360 gradi con la Giunta nello spirito del protocollo d'intesa dell'aprile 2014 tra Governo provinciale e parti sociali. «Ci sono dei rischi che vanno evitati - avvertono i leader dei sindacati -. In primo luogo vanno difesi gli strumenti di contrasto alla povertà, a partire dal reddito di garanzia, che non possono essere confusi con gli ammortizzatori sociali come il reddito di attivazione. Inoltre bisogna aggiustare lo strumento Icef per evitare il rischio di aumentare la pressione tariffaria sulle famiglie già oggi in difficoltà nell'accedere ai servizi di assistenza. Lo stesso dicasi per i ticket che, dopo una puntuale definizione del sistema dei costi standard, debbono continuare ad avere un profilo di equità e non servire banalmente a fare cassa».

Sul fronte della tassazione sulle imprese Cgil Cisl Uil chiedono alla Giunta un supplemento di attenzione. Per gli sgravi Irap bisognerà necessariamente attendere la predisposizione della legge di stabilità almeno nelle sue linee guida, visto che una riduzione a livello nazionale rischierebbe di mettere ulteriormente in pericolo l'equilibrio di bilancio in Provincia, mentre per i sindacati va confermata l'applicazione della tassa di soggiorno a partire dal 1° di gennaio per finanziare la promozione turistica. «Se abbassare il cuneo fiscale e rendere più competitivo il Trentino sono strategie condivisibili - avvertono Burli, Pomini e Alotti, queste non possono essere attuate a discapito della coesione sociale e della capacità di mantenere elevati gli investimenti pubblici».

14 ottobre 2014

 

 

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