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Legge sull'omofobia. Burli (Cgil): “Il Consiglio provinciale non abdichi ai propri doveri”

Il segretario generale della Cgil del Trentino chiede che il ddl sull'omofobia torni rapidamente in aula per concludere il suo iter

Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino

«Il disegno di legge sull'omofobia, oggetto nei giorni scorsi dell'ostruzionismo in Consiglio provinciale, contiene norme di civiltà che permettono di garantire a tutti i cittadini nuove e più forti forme di tutela contro il rischio di subire discriminazioni riguardo il proprio orientamento sessuale. In più quella legge vuole agire sul lato dell'educazione promuovendo a tutti i livelli il rispetto delle diversità di cui è ricca ogni società. A ciò va aggiunto il fatto che quel disegno di legge è frutto dello sforzo e della partecipazione di associazioni e cittadini che hanno sostenuto la proposta portandola fino all'aula di piazza Dante.

Per tutte queste ragioni è fondamentale che il Consiglio provinciale non abdichi ai propri doveri che sono in primo luogo quelli di discutere nel merito le proposte di legge abbandonando forme di pregiudizio e assumendo le proprie decisioni in tempi certi. Posticipare la discussione del disegno di legge, considerata la conflittualità che questo ha generato, può essere una scelta saggia, utile a svelenire il clima solo a patto che il Consiglio provinciale ed in particolare la sua maggioranza non accetti i ricatti di chi, in nome della sacrosanta libertà di esprimere le proprie opinioni, impedisca all'aula di prendere una posizione ed assumere democraticamente le proprie decisioni.

Per questo chiediamo che il presidente della Giunta provinciale, di concerto con il Presidente del Consiglio provinciale, si attivino affinché il testo del disegno di legge sull'omofobia torni rapidamente in aula per concludere il proprio iter». 

4 ottobre 2014

 

 

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