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Fondo strategico. Cgil Cisl Uil: "I soldi dei lavoratori per far crescere le imprese"

Dichiarazioni di Paolo Burli (segretario generale Cgil del Trentino), Lorenzo Pomini (segretario generale Cisl Trentino) e Walter Alotti (segretario generale Uil Trentino) 

«Dispiace dover registrare, ancora una volta, la freddezza e lo scetticismo dei vertici di Associazione Artigiani su uno strumento, quello del fondo strategico, che non è mai stato pensato per sostituire il normale circuito bancario di accesso al credito, ma semmai per affiancare ad essi, strumenti evoluti di finanziamento alle imprese. E non nemmeno vero che il fondo strategico non serva alle piccole e medie imprese perché è pensato proprio per loro.

Con una caratteristica: mini bond e altri strumenti tra i quali le cartolarizzazioni e le export credit notes, hanno la funzione di aiutare le Pmi a far crescere il proprio business, ad acquisire fette di mercato in Italia e all'estero, ad investire in innovazione e ad aumentare i livelli occupazionali. Checché ne dicano i vertici di via Brennero, quella della crescita e dell'affermazione delle Pmi e non certo il loro nanismo, è una priorità assoluta per consolidare il tessuto economico del Trentino.

E' poi ingiustificato sostenere come fa il presidente di Assoartigiani che si punterebbe tutto sulle medie e grandi imprese e nulla sulle micro aziende. Forse lo dice perché dimentica che la Regione, proprio per venire incontro alle esigenze delle piccolissime imprese locali ha deciso stanziare risorse  per rimpinguare i fondi di rotazione. Per quanto riguarda l'aggiudicazione del bando per la gestione del Fondo Strategico non ci sentiamo di fare valutazioni e ci pare improprio, nelle condizioni attuali, lanciare sospetti e accuse di poca chiarezza.

Serve molta ponderazione e ragionevolezza quando si parla di gare pubbliche. Le gare sono fatte così: a volte si vince, a volte si perde. Ora confidiamo che l'aggiudicazione definitiva stabilisca velocemente chi è titolato a gestire il fondo. La cosa importante è che il patrimonio messo a disposizione dai governi locali e dal fondo pensione Laborfonds venga utilizzato al meglio nell'interesse di chi ha investito, del tessuto economico e della comunità intera».

29 agosto 2014

 

 

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