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Società partecipate. Cgil e Cisl del Trentino: «Sì a razionalizzazioni, ma non si demonizzi l'intervento pubblico»

Dichiarazioni di Paolo Burli (segretario generale della Cgil del Trentino) e di Lorenzo Pomini (segretario generale Cisl Trentino)

«I dati pubblicati dal governo nazionale sui bilanci delle aziende partecipate da enti pubblici sono sicuramente utili per garantire la trasparenza necessaria a ragionare su un tema spesso fonte di polemiche, come quello della partecipazione pubblica in società che operano sul mercato.

A nostro avviso, le partecipazioni del sistema pubblico in aziende private non vanno demonizzate. Chi lo fa dimentica, per esempio, che il Land Bassa Sassonia detiene quote ingenti di Volkswagen, impresa leader a livello mondiale nel settore automobilistico, e che colossi della rivoluzione digitale come Google e Apple sono nate grazie alla partecipazione azionaria dei governi federali.

Per venire alle questioni più legate alla situazione locale, bisogna fare delle distinzioni anche rispetto alle imprese partecipate i cui bilanci risultano in perdita. Ci possono essere partecipazioni pubbliche utili a sostenere servizi di natura collettiva che hanno risvolti positivi sull'economia e sui livelli occupazionali di intere valli e settori, per esempio gli impianti a fune per il turismo, o per rafforzare settori dove gli attori economici privati non intervengono con investimenti sufficienti, si pensi alla ricerca e alla banda larga.

Ad ogni modo, le partecipate non possono essere strutturalmente in perdita e quindi un processo di razionalizzazione deve essere necessariamente attuato anche in Trentino. Dentro le partecipate il soggetto pubblico deve quindi essere in grado di realizzare piani industriali credibili e promuovere tutte quelle economie di scala che superino storici veti campanilistici e garantiscano ampi recuperi di efficienza, così da limitare al massimo anche gli effetti negativi sull'occupazione delle stesse aziende e di interi settori».

27 agosto 2014

 

 

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