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Disoccupazione. A settembre in calo al 5,7%

Nel terzo trimestre dell'anno record di occupati a quota 239mila e tasso di occupazione al 66,8%. Coloro che cercano lavoro secondo l'Istat sono 14.500. Ianeselli (Cgil): “Investire su politiche attive del lavoro e politiche industriali paga&

Disoccupazione. A settembre in calo al 5,7%

Frena la disoccupazione in Trentino, mentre crescono gli occupati: sono quindi tutti positivi gli indici del mercato del lavoro trentino nella rilevazione Istat sulle forze di lavoro in Italia nel terzo trimestre di quest'anno. A settembre infatti il tasso di disoccupazione in provincia scende al 5,7% rispetto al 6,9% di tre mesi prima e al 5,9% dello terzo trimestre 2013, raggiungendo il livello più basso degli ultimi tre anni. Allo stesso tempo migliora anche il tasso di occupazione che sale di quasi un punto percentuale passando dal 66% di settembre 2013 al 66,8% dello stesso mese di quest'anno, con il record di occupati registrati dall'Istat che a settembre risultano 238.600 nella nostra provincia.

 In termini assoluti l'Istat certifica che le persone in cerca di lavoro in Trentino passano dalle 14.700 del terzo trimestre 2013 alle 14.500 dello stesso periodo di quest'anno. Complessivamente il dato della disoccupazione nella nostra Provincia resta tra i migliori in Italia, secondo solo a quello registrato in Alto Adige dove a settembre i disoccupati salgono al 4,2%. I disoccupati nel Nord Est invece restano stabili al 6,8% della forza lavoro. 

«I nuovi dati Istat sul mercato del lavoro sono incoraggianti - spiega Franco Ianeselli della Cgil del Trentino - perché, dopo molti mesi, tutti gli indicatori sono contemporaneamente positivi. Anche il tasso di attività, giunto a settembre al 71% delle persone tra 15 e 64 anni, continua ad aumentare. E il fatto che cresca la partecipazione della popolazione della nostra provincia al mercato del lavoro locale è un altro segnale positivo». 

«I dati trimestrali vanno esaminati con cautela e osservati sul medio periodo - avverte Ianeselli -, ma le dinamiche registrate negli ultimi trimestri sembrano confermare che l'aumento delle condizionalità per i beneficiari dei sostegni al reddito, gli interventi di politica attiva del lavoro, dall'orientamento alla riqualificazione professionale, e oculate politiche industriali a sostegno della rigenerazione del tessuto produttivo locale, contribuiscono a rendere più dinamico il mercato del lavoro e creare ancora nuove opportunità di impiego. Per questo crediamo che - assieme alle forme di tutela di chi perde il posto di lavoro che, grazie al reddito di attivazione, sono oggi decisamente migliori di quelle attuate nel resto d'Italia - sono proprio le politiche di contesto a sostegno dell'innovazione e della crescita economica e quelle per la qualificazione e il ricollocamento dei lavoratori, i due ambiti fondamentali su cui la Provincia autonoma di Trento deve continuare ad investire».

28 novembre 2014

 

 

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