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Poste Italiane. Loro (Slc Cgil): "Vertenza aperta per qualificare i servizi postali sul territorio"

La Slc Cgil del Trentino ha aperto una procedura di conflitto con Poste Italiane per i disservizi nel recapito e per la mancanza di personale. La assemblee decidono le azioni di mobilitazione.

La Slc Cgil del Trentino, il sindacato delle comunicazioni, dei servizi postali e del settore cartario, ha avviato una vertenza contro Poste Italiane per l'inadeguatezza del servizio reso ai cittadini sul territorio provinciale e per l'ormai cronica carenza di personale nel recapito e nelle attività di sportello anche in Trentino.

«Abbiamo aperto quella che in gergo tecnico si chiama "procedura di conflitto" - spiega Claudia Loro, segretaria generale della Slc Cgil del Trentino - perché, nella fase di rilancio dell'azienda e di privatizzazione della società Poste Italiane a livello nazionale, annunciata dal nuovo amministratore delegato Francesco Caio, non vogliamo che si perda di vista l'importanza dei servizi universali che vanno garantiti in tutti i comuni, compresi quelli trentini».

«In provincia - ricorda Loro - Poste Italiane opera con circa 1.050 dipendenti. Di questi poco meno di 500 sono addetti al servizio di recapito e di logistica e 500 sono dirigenti, quadri, impiegati e addetti alle attività finanziarie. Si tratta di un organico in sofferenza cronica. Se è vero che l'estate i disservizi aumentano causa i periodi di ferie, è altrettanto vero che, soprattutto sul versante dei recapito le difficoltà ormai sono presenti tutto l'anno».

A questo proposito la Slc Cgil del Trentino denuncia che si stanno diffondendo pratiche organizzative del tutto improprie rispetto alle normative contrattuali. Per esempio viene incentivato l'abbinamento di più zone di recapito per un singolo portalettere nel medesimo orario di lavoro invece di provvedere a nuove assunzioni, con il rischio che la qualità del servizio peggiori. Inoltre, le cosiddette scorte - ossia il contingente di personale assunto stabilmente per coprire assenze e malattie lunghe (si tratta di circa 14 addetti ogni 100) - vengano ormai utilizzate come organico strutturale, facendone venire meno le funzioni e creando quindi vuoti momentanei di servizio, non imputabili ai singoli dipendenti, quanto alla ristrettezza del numero di addetti.

«Per questo motivo - spiega la segretaria della Slc Cgil del Trentino - abbiamo organizzato una serie di assemblee del personale sul territorio insieme al coordinatore nazionale del settore poste Alessandro Chiavelli, per illustrare le linee guida del piano industriale di Poste Italiane e decidere quali azioni di mobilitazione intraprendere per dare forza alle nostre richieste». Nei prossimi giorni quindi la Slc Cgil del Trentino dovrebbe quindi proclamare lo stato di agitazione e il blocco dello straordinario e dei servizi aggiuntivi.

«Se, come sostiene l'ad Caio, - conclude Loro - Poste Italiane dovrà puntare nei prossimi anni sui servizi postali e sulla logistica per superare i disservizi ed aumentare la soddisfazione della clientela, è tempo che si parta dai territori, qualificando davvero il personale, specializzando gli addetti agli sportelli e garantendo l'ampliamento degli organici così da offrire un servizio di qualità anche in Trentino».


8 agosto 2014

 

 

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