NEWS

Riforma PAT. Burli (Cgil): «Ad un soggetto terzo la valutazione dei dirigenti»

Non più dirigenti provinciali a vita, incarichi a termine e uscita dall'albo dopo tre anni senza ruolo. Il nodo valutazione. Le ipotesi di riforma annunciate dalla giunta provinciale

Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della CGIL del Trentino

«Attuare meccanismi che migliorino la capacità della Pubblica amministrazione di valorizzare e premiare il merito, l'efficienza e le competenze della dirigenza della Provincia autonoma di Trento, è un obiettivo condivisibile. Dirigenti preparati, valutati nella massima trasparenza e pienamente indipendenti nell'esercizio delle funzioni attribuite loro dalle leggi, rappresentano la garanzia di una pubblica amministrazione in grado di essere volano di sviluppo e di crescita per il nostro territorio per molti anni a venire»

«Proprio perché sentiamo l'urgenza di mantenere alti gli standard della pubblica amministrazione trentina - prosegue Burli -, la Cgil del Trentino, insieme a Cisl e Uil, nel corso dell'iter di costruzione, discussione e approvazione della riforma, oggi solo annunciata dalla Giunta provinciale, non farà mancare il proprio apporto, offrendo contributi costruttivi al varo di una legge che realmente garantisca una pubblica amministrazione provinciale sempre più efficiente, trasparente e indipendente».

«A questo proposito, - incalza il segretario generale della Cgil del Trentino -crediamo che la Giunta provinciale debba sciogliere, in primo luogo, il nodo della valutazione. Se, infatti, si supera la logica dell'incarico dirigenziale a vita e della progressione di carriera affidata per lo più all'anzianità professionale, introducendo un albo dal quale si accede attraverso una procedura concorsuale ma da cui si può essere estromessi, bisogna definire correttamente da chi e sulla base di quali criteri viene stabilito che ad un dirigente possa non essere più affidato un incarico dirigenziale. Crediamo che il compito di “stilare la classifica” dei dirigenti più meritevoli non possa essere lasciato, per ovvie questioni di opportunità, agli amministratori e ai politici che hanno già oggi la possibilità di nominare in maniera autonoma le figure apicali, ossia i dirigenti generali. Perché la valutazione premi, al di là di ogni dubbio e nella massima trasparenza, l'efficienza, l'indipendenza e la competenza dei dirigenti sarebbe meglio individuare un soggetto terzo che si assuma l'onere di stabilire chi merita e chi no»

«Di tutto questo - avverte Burli - e degli aspetti contrattuali per i quali dovrà essere aperto un tavolo negoziale con le organizzazioni sindacali, la Cgil del Trentino è pronta a discutere non appena le proposte verranno formalizzate in un disegno di legge. Fin da ora però riterremmo utile che la Giunta illustrasse, almeno per linee generali, le proprie intenzioni alle rappresentanze dei lavoratori».

«Considerato che - conclude il segretario generale della Cgil del Trentino - la Giunta non ha mai nascosto la propria predilezione per l'estensione nel settore privato di meccanismi di responsabilizzazione e di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, bene sarebbe che lo stesso spirito partecipativo animasse la Giunta quando essa rivede in profondità parti essenziali della propria organizzazione. Se, come non dubitiamo, così farà, troverà nel sindacato trentino un soggetto capace, al di là di ogni becera deriva corporativistica, di dare un contributo concreto al miglioramento della pubblica amministrazione provinciale».

15 giugno 2014

 

 

TORNA SU