NEWS

Legno Più. Zabbeni (Fillea Cgil): "Dai Paterno un niet inaccettabile"

Il sindaco di Condino Butterini si impegna a coinvolgere comunità di valle e assessorato provinciale all'industria. Ma la proprietà nega ai lavoratori la corresponsione di paghe e indennità di cassa. Zabbeni: "Intervenga la Provinc

Legno Più. Zabbeni (Fillea Cgil):

Sciopero e manifestazione stamane per i 32 dipendenti della Legno Più Case di Condino, azienda del gruppo Paterno, specializzata nella lavorazione del legno per realizzazione di edifici abitativi. La crisi che ha colpito il settore delle costruzioni, ha coinvolto l'impresa della val del Chiese che negli ultimi mesi non anticipa neppure l'indennità di cassa integrazione ai lavoratori che sono quindi privi di ogni forma di retribuzione. Per questo in mattinata i dipendenti sono scesi in piazza ed hanno raggiunto in corteo il municipio di Condino dove hanno incontrato il sindaco Giorgio Butterini.

«Al sindaco - spiega Maurizio Zabbeni, segretario generale della Fillea Cgil del Trentino - abbiamo illustrato la drammatica situazione dei lavoratori di Legno Più Case. Ma abbiamo anche avanzato alcune proposte per il rilancio dell'azienda, proposte che passano necessariamente dal coinvolgimento della Comunità di Valle e dell'assessorato provinciale all'industria in un progetto che rafforzi la filiera del legno e crei la necessaria sinergia tra tutti gli attori del comparto in valle del Chiese».

Su questo fronte, il sindaco Butteri si è impegnato a portare al tavolo della Comunità di Valle e nel confronto con la Provincia autonoma di Trento le questioni sollevate dal sindacato e dai lavoratori. «La disponibilità del sindaco - dichiara il segretario generale della Fillea Cgil - è un atto importante. Ora servono fatti concreti per dare speranza non solo ai lavoratori della Legno Più Case, ma a tutti gli operatori di un settore che riveste una cruciale importanza per il destino economico e occupazionale della valle».

Nel pomeriggio poi si è tenuto nella sede aziendale un incontro tra il sindacato e i manager del gruppo Paterno che doveva risolvere la questione dei mancati pagamenti delle retribuzioni e delle indennità di cassa integrazione. Sergio Paterno e Bruno Paoli, rispettivamente responsabili delle risorse umane e del settore legno del gruppo, hanno però gelato ogni speranza dei lavoratori. «Alla proprietà - denuncia Zabbeni - abbiamo ribadito che è inaccettabile che lavoratori dello stesso gruppo vengano trattati in modo diverso. Ma i nostri interlocutori odierni ci hanno ribadito che ogni realtà aziendale del gruppo deve camminare sulle proprie gambe e quindi, se Legno Più Case non riesce a riscuotere i crediti che vanta in alcuni appalti, a pagare dovrebbero essere i lavoratori. E' assurdo. I lavoratori non sono un bancomat da cui l'azienda può prelevare quando vuole. Si tratta di una scelta aziendale priva di senso, che non intendiamo avallare». 

Per questo Zabbeni annuncia che della cosa investirà sia il sindaco di Condino che l'assessorato provinciale all'industria. «Abbiamo sollecitato Paterno e Paoli a presentarci un piano industriale serio rispetto al quale i responsabili aziendali, pur ribadendo la volontà di mantenere la produzione a Condino, sembrano tergiversare. Abbiamo ascoltato le loro doglianze, anche legittime, sull'uso eccessivo del massimo ribasso negli appalti. Ma quando abbiamo chiesto almeno di far fronte al pagamento dei lavoratori, il niet dell'azienda è stato implacabile, con una piccola apertura solo verso le situazioni famigliari più difficili. Per questo è tempo che intervenga la Provincia a sanare una situazione ormai insostenibile».

9 giugno 2014

 

 

TORNA SU