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Scuola. "Positive le stabilizzazioni dei precari in Trentino"

Un centinaio di insegnanti sottoscrivono un appello affinché la trattativa all'Apran prosegua per garantire dignità dei docenti e qualità della scuola

Un gruppo di docenti della scuola provinciale a carattere statale ha deciso di prendere carta e penna e sottoscrivere un appello, indirizzato ai vertici della Provincia autonoma di Trento e ai sindacati, affinché la trattativa in corso all'Apran sulla stabilizzazione di circa 500 insegnanti precari vada in porto. Nel loro appello oltre cento docenti firmatari, ai quali giorno dopo giorno se ne stanno aggiungendo altri, si riconoscono tra coloro che hanno partecipato, nelle settimane scorse, alle varie assemblee territoriali organizzate dai sindacati.

Quelle assemblee furono convocate per illustrare i contenuti del protocollo d'intesa sottoscritto dal presidente e assessore provinciale all'istruzione, Ugo Rossi e da Cisl Scuola e Flc Cgil che indicava in circa 500 i docenti di scuole primarie e secondarie (oltre ai 200 delle scuole dell'infanzia) da stabilizzare andando oltre l'organico di diritto. Il protocollo poi prevedeva anche la corresponsione degli scatti di anzianità per chi li ha maturati. Il tutto in cambio di una diversa articolazione delle ore aggiuntive previste dal contratto provinciale di lavoro e senza ridurre l'offerta formativa.

Nell'appello i docenti affermano di ritenere «positivo il percorso di stabilizzazione intrapreso dall’attuale Amministrazione Rossi. La ricerca di soluzioni che mirino, da un lato, a tutelare i diritti sia degli insegnanti di ruolo, sia di quelli precari, senza impoverire l’offerta formativa agli studenti è un primo passo importante al quale deve essere dato un seguito costruttivo».

Il riferimento indiretto è alla proposta lanciata da un sindacato che non ha sottoscritto il protocollo d'intesa dell'8 maggio scorso, secondo cui le stabilizzazioni potrebbero essere effettuate azzerando il Fondo unico istituzione scolastica dove oggi sono stanziate le risorse per pagare le attività aggiuntive degli insegnanti, dai bisogni educativi speciali, alle sorveglianze, passando per le proposte educative extracurriculari. Risorse senza le quali si vedrebbe ridurre l'offerta formativa agli alunni e alle loro famiglie, evenienza che i docenti vorrebbero scongiurare.

I docenti concludono quindi il loro appello confidando che «l’Amministrazione ed i sindacati proseguano nella ricerca di soluzioni che garantiscano dignità ed equità ai lavoratori nonché sempre maggiore qualità all’insegnamento». Un auspicio costruttivo condiviso dai 105 insegnanti firmatari e da gran parte del corpo docente che la Flc Cgil ha già fatto proprio, a partire dall'apertura della trattativa in Apran, e che è impegnata a concretizzare al tavolo della trattativa che si riunirà già la prossima settimana.

7 giugno 2014

 

 

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