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Vitalizi. Cgil Cisl Uil del Trentino: "I ricorsi? Esempio di una mancanza di responsabilità"

Incontro oggi tra le organizzazioni sindacali di Trentino e Alto Adige e l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale sulla riforma dei vitalizi.

Vitalizi. Cgil Cisl Uil del Trentino:

Si è tenuto stamane l'incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali regionali con l'ufficio di presidenza del Consiglio della Regione autonoma Trentino-AltoAdige/Südtirol per un confronto sulla proposta di riforma dei vitalizi. Il presidente Diego Moltrer ha illustrato i contenuti dei due disegni di legge depositati in Consiglio regionale ai rappresentanti di Cgil Cisl Uil del Trentino, Cgil/Agb, Cisl/Sgb, Uil/Sgk e Asgb.

«Abbiamo preso atto positivamente - spiegano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti - della volontà del Consiglio regionale di intervenire in maniera significativa sugli emolumenti in essere di cui beneficiano gli ex consiglieri, nonché sul sistema previdenziale di chi ricopre cariche istituzionali da oggi e per il prossimo futuro. Rivedere il sistema dei vitalizi è infatti urgente».

«A questo proposito - proseguono Burli, Pomini e Alotti - valuteremo nel dettaglio le proposte di legge quando verremo convocati dalla commissione legislativa che sta già analizzando i testi di legge. Abbiamo però ribadito la necessità di aumentare le penalizzazione per chi beneficia del vitalizio prima dei 66 anni e di destinare tutti i risparmi al lavoro e alle famiglie colpite dalla crisi».Su quest'ultimo punto il presidente Moltrer ha riaffermato che il disegno di legge regionale numero 8 all'articolo 12 prevede esplicitamente che i risparmi derivanti dalla riforma, saranno destinati ad incrementare i capitoli di finanziamento degli interventi necessari a sostegno dell'occupazione e della famiglia.

«L'incontro - concludono i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino - è stato proficuo. Resta invece del tutto inaccettabile la decisione degli ex consiglieri di impugnare la riforma, ben sapendo che ciascuno di loro può optare liberamente per il vecchio sistema in vigore prima del 2012. Si tratta della difesa di un privilegio che, in tempi di crisi economica, rivela una pericolosa mancanza di responsabilità verso la propria terra e verso i sacrifici che una comunità intera, quella del Trentino e del Sudtirolo, sta sopportando per rilanciare l'economia, sostenere il lavoro, consolidare le istituzioni dell'Autonomia e rivitalizzare la partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica».

5 giugno 2014

 

 

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