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Patto di stabilità. Cgil Cisl Uil: "Sì allo sblocco, ma orientare gli investimenti"

Stop alla duplicazione delle opere pubbliche. Bisogna puntare su manutenzione territorio, infrastrutturazione digitale e risparmio energetico. Burli, Pomini e Alotti: "Si investa in innovazione e nuove tecnologie"

«Sbloccare il patto di stabilità per garantire le risorse necessarie a finanziare gli investimenti sul territorio in Trentino è essenziale per sostenere la ripresa economica e dare fiato al mercato del lavoro. Per questo siamo al fianco delle amministrazioni locali realmente virtuose che chiedono con forza di poter superare i vincoli di spesa quando le casse pubbliche sono in attivo».

Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino riaffermano la centralità delle politiche di investimento pubblico al fine di dare più forza alla ripresa della domanda interna e quindi creare nuove occasioni di lavoro. Ma avvertono che la politica di spesa, anche quella in conto capitale, deve essere legata a parametri di efficienza.

«Oggi più che mai - ribadiscono Burli, Pomini e Alotti - la spesa pubblica è essenziale. Ma dobbiamo superare le logiche che hanno portato alla realizzazione anche in Trentino di cattedrali nel deserto o alla duplicazione delle medesime strutture pubbliche una a pochi chilometri dall'altra per saziare gli appetiti di amministratori locali che avevano in testa solo il campanile. Bisogna che Provincia ed enti locali stabiliscano un piano strategico e che si punti su settori che diano ritorni in termini produttività».

In particolar modo, i segretari generali di Cgil Cisl Uil individuano nella manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, nell'edilizia abitativa sociale, nell'infrastrutturazione digitale e nella sicurezza ed efficienza energetica degli edifici, i quattro settori principali in cui il Trentino deve saper convogliare la spesa in conto capitale. «Sono quei gli ambiti - affermano Burli, Pomini e Alotti - che nel prossimo futuro daranno ritorni in termini di ricchezza, reddito ed occupazione».

Per Cgil Cisl Uil del Trentino c'è poi un altro capitolo da affrontare. «Come è stato annunciato al Festival dell'economia - avvertono Burli, Pomini e Alotti - è molto probabile che le spese in innovazione e sviluppo vengano definitivamente escluse dai conteggi del patto di stabilità. Anche in virtù di questa possibilità, è opportuno che il Trentino continui ad investire nell'Università, nei propri enti di ricerca e nei progetti di trasferimento tecnologico legate alle Ict, migliorandone il raccordo con attività produttive e mercato del lavoro. Si tratta di ambiti strategici per la crescita del nostro territorio, per le imprese, per i giovani e l'occupazione».

3 giugno 2014

 

 

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