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Formazione professionale. Lo stesso contratto per tutto il personale

Lo chiede la Flc Cgil che ha raccolto le firme per la modifica della legge provinciale sulla scuola in tutti gli enti in Trentino. Mazzacca e Fratton (Flc Cgil): "Ha firmato il 90% del personale"

Formazione professionale. Lo stesso contratto per tutto il personale

La Flc Cgil del Trentino ha raccolto circa 500 firme in calce ad una petizione che chiede la modifica della legge provinciale 5 del 2006 per l'applicazione a tutto il personale della formazione professionale in Trento del contratto collettivo di lavoro provinciale.

«Si tratta - spiegano Cinzia Mazzacca e Laura Fratton, rispettivamente, segretaria generale e responsabile di settore della Flc Cgil del Trentino - di circa il 90% del personale docente e non docente di tutti gli enti della nostra provincia». La richiesta e la conseguente raccolta di firme nasce dal fatto che recentemente il Centromoda Canossa di Trento ha deciso di applicare il contratto collettivo nazionale della formazione professionale.

«La nostra iniziativa - spiegano Mazzacca e Fratton - vuole garantire in modo univoco l'applicazione del contratto provinciale a tutti i dipendenti delle formazione professionale paritaria, compreso il personale tecnico-amministrativo e i direttori. Applicando infatti il contratto nazionale si riducono le retribuzioni e si aumentano i carichi di lavoro, diminuendo la qualità dell'insegnamento in un settore fondamentale per l'istruzione dei giovani in Provincia di Trento». 

Per questo motivo, come si legge nella petizione promossa dalla Flc Cgil, l'applicazione del contratto provinciale della formazione professionale va modificata l'art. 30 della legge provinciale sulla scuola del 2006, la cosiddetta legge Salvaterra dal nome dell'allora assessore all'istruzione stabilendo che "per la formazione professionale i contratti individuali di lavoro per il personale dirigente, direttori, docente e ATA che rispettino i contratti collettivi provinciali di settore".

«L'attuale contratto provinciale suddiviso tra enti paritari ed enti pubblici - incalzano Mazzacca e Fratton - è frutto di faticose conquiste dei lavoratori della formazione professionale e non è accettabile che si corra il rischio di vederlo progressivamente liquidato della formazione paritaria in Trentino, assegnata in gestione agli enti con un finanziamento al 100%».Nella petizione poi la Flc Cgil del Trentino ha chiesto al personale di sostenere la definitiva applicazione delle norme della legge Salvaterra che prevedono l'attivazione dei quarti e quinti anni della formazione professionale. 

«Valorizzare l'apprendistato - proseguono le due sindacaliste - per l‘inserimento nel mondo del lavoro è condivisibile, ma questo non può essere fatto in sostituzione della filiera formativa dell'istruzione e formazione professionale, ancor più in una provincia come quella di Trento, dove non ci sono gli istituti professionali che continuano invece a sopravvivere, per ora, nel resto d'Italia».

Per la Flc Cgil del Trentino il contratto e l'attuazione della legge Salvaterra sono i due cardini su cui si gioca il futuro dell'attuale formazione professionale in Trentino. La posizione del sindacato e degli operatori della formazione professionale non può essere, però, limitata alla difesa dell'esistente, ma deve essere aperta ad accogliere novità ed esigenze per fare una scuola in grado di dare ai suoi studenti la miglior formazione possibile.

21 maggio 2014

 

 

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