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Trentino Trasporti, astensione superiore all’80%

Ieri mezza giornata di sciopero. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: «Presto nuove proteste»

Trentino Trasporti, astensione superiore all’80%TRENTO. Un successo sindacale lo stop dei mezzi pubblici che ieri hanno interessato i dipendenti dell’azienda di trasporto di Trento (urbano 88%, extra periferico 58%, extra urbano 58%) e di Rovereto (urbano 97%) insieme al viaggiante ferroviario per il 96% e al personale d’officina con il 70%. Uno sciopero che ha bloccato in media un personale viaggiante dell’80%, un migliaio di addetti al lavoro su 1200 attualmente registrati. Lo sciopero a carattere nazionale in ordine alla vertenza sul secondo biennio economico 2006/2007 del contratto nazionale degli autoferrotranvieri è sicuramente un buon passo in avanti verso il rinnovo mosso dai sindacati e dai lavoratori. In una lettera inviata al commissario del governo e alla direzione aziendale, i sindacati avevano già anticipato la proclamazione dello stato d’agitazione dato «il mancato riconoscimento, da parte della Trentino Trasporti, di due giornate di permesso retribuito previste dall’articolo 6 del contratto nazionale di lavoro - aggiunge Antonio Beccati di Filt Cgil - dobbiamo poi registrare la mancanza di relazioni sindacali costruttive, a causa delle ripetute prevaricazioni e decisioni unilaterali attuate dai vertici dell’azienda». Una questione che va risolta trovando la soluzione «ai grossi problemi che si sono andati formando all’interno dell’azienda negli ultimi anni e che nessuno è capace di gestire», spiega Daniele Gasperi di Uilt uil. Nella nostra provincia la protesta si è protratta dalle 11 alle 15 per il personale viaggiante e per le ultime 4 ore del turno per gli impiegati e per gli addetti agli impianti fissi. Quest’ultimi rappresentano «la “piaga” di queste mobilitazioni - spiega Giuseppe La Pietra, di Fit Cisl - che ha come punto di riferimento l’azienda e sempre meno il sindacato». Per loro, infatti, solo il 44 per cento delle adesioni. Un richiamo anche alla Provincia, complice di non aver dato importanza allo scambio d’appalti di Lavis (su cui la magistratura ha aperto un’inchiesta) dove «c’è qualcuno che ci ricava troppo e chi, soprattutto, muore di fame». Per questo motivo la mobilitazione vuole sostenere chi «non naviga nell’oro, ma in qualcos’altro». Durante l’incontro del 22 febbraio al ministero del lavoro, i tre sindacati «hanno ribadito tutto quanto contenuto nella piattaforma rivendicativa presentata il 2 dicembre 2005 e insistito sul diritto dei lavoratori agli aumenti economici previsti a metà della vigenza». Una situazione che vede i lavoratori scendere in piazza, accompagnati dai loro sindacati: se questa «è una prima risposta - spiega La Pietra - che gli autoferrotranvieri hanno voluto dare» nulla toglie in futuro, se mancherà l’accordo tra le parti, «intere giornate di sciopero». (n.m.)

 

 

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