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Apprendistato. Un confronto tra Trentino, Alto Adige e Tirolo

A palazzo Widmann l'8 e il 9 maggio il Consiglio Sindacale Interregionale, in collaborazione con il Gect, ha promosso un confronto sui sistemi di apprendistato in Europa e di come sostenere l'occupazione giovanile  

Apprendistato. Un confronto tra Trentino, Alto Adige e Tirolo

L'apprendistato è il tema scelto dal Consiglio Sindacale Interregionale Alpi Centrali per l'annuale convegno dei sindacati dell'asse del Brennero che si terrà a Bolzano i prossimi 8 e 9 maggio. L'iniziativa, promossa dal Csi Alpi Centrali - struttura riconosciuta dalla Confederazione europea dei sindacati che riunisce i sindacati di Trentino, Alto Adige/Südtirol, Tirolo, Canton Grigioni e Provincia di Belluno - in collaborazione con il Gruppo europeo di cooperazione territoriale, si intitola "Modelli di apprendistato: il valore della formazione per il lavoro dei giovani" e anticipa l'annunciato evento sul tema dell'occupazione giovanile che il premier Renzi avrebbe in animo di organizzare insieme alla cancelliera Merkel sempre a Bolzano in estate.

Il convegno del Csi tenutosi a Palazzo Widmann presso la sede della Provincia di Bolzano in piazza Silvius Magnago, ha visto la partecipazione di delegazioni di Cgil Cisl Uil del Trentino, Cgil/Agb, Cisl/Sgb e Uil/Sgk dell'Alto Adige, di Cgil Cisl Uil della Provincia di Belluno, dei sindacati svizzeri del Cantone dei Grigioni  e del sindacato austriaco Ögb del Tirolo.

L'iniziativa è di stretta attualità considerato che a Bolzano si è discusso anche di come viene attuata nei diversi territori la Garanzia Giovani, il progetto europeo di sostegno all'occupazione giovanile che ha preso ufficialmente avvio con il primo maggio di quest'anno.

I tre territori lungo l'asse del Brennero registrano livelli di disoccupazione giovanile molto diversi tra loro ma per tutti l'apprendistato e la formazione restano centrali per garantire ai ragazzi fino a 24 anni la possibilità di iniziare un percorso professionale nel mercato del lavoro. È quanto è emerso nella prima giornata del confronto su giovani e lavoro.

Introdotte da Anna Orsini, presidente del Csi Alpi Centrali e da Matthias Fink per il segretariato del Gect, le relazioni degli esperti di Agenzia del Lavoro di Trento, del dipartimento lavoro della provincia autonoma di Bolzano e del sindacato tirolese Ögb hanno segnalato appunto come la crisi economica abbia impattato in modo molto diverso nei tre territori. Se in Trentino la disoccupazione dei giovani supera ormai il 23%, in Alto Adige si ferma sotto il 12%, mentre in Tirolo non arriva neppure al 7%.

Ma questi tre dati debbono essere contestualizzati. Accade infatti che a sud di Salorno gli occupati totali, nonostante la recessione, siano cresciuti negli ultimi anni, penalizzando però le giovani generazioni: in Trentino infatti rispetto al 2007 oggi sono circa 4.500 in meno i posti di lavoro occupati da giovani, mentre anche i contratti di apprendistato sono calati di circa 8.000 unità e la dinamica delle assunzioni resta molto debole. In pratica nella crisi il mercato del lavoro trentino ha premiato gli over 45.

Diverso il caso dell'Alto Adige dove le dinamiche occupazionali restano nettamente migliori rispetto alla media italiana, nonostante il calo degli occupati e un appeal decrescente dell'apprendistato per il raggiungimento della qualifica, ben compensata dall'apprendistato professionalizzante. Il mercato del lavoro del Tirolo beneficia infine delle dinamiche economiche positive che l'Austria e tutta l'area tedesca hanno registrato fino ad oggi dopo la Grande Recessione del 2008.

Se il tema della disoccupazione giovanile resta una priorità per i sindacati e le istituzioni di Trento no,  Alto Adige e Tirolo gli esperti intervenuti a Bolzano hanno ribadito che nel prossimo futuro, considerate le dinamiche demografiche, i giovani avranno più possibilità di lavoro. Una questione aperta resta quella della formazione: infatti un investimento massiccio delle imprese sulla qualificazione del proprio personale è decisivo per migliorarne la competitività. Anche per questo motivo tutti gli interventi hanno riaffermato la centralità dell'apprendistato e dei percorsi di alternanza tra formazione e lavoro.

Nella seconda giornata la dottoressa Sandra D'Agostino dell'Isfol ha effettuato una comparazione diretta tra il modello di apprendistato italiano, povero di componente formativa e quello asutriaco dopo l'apprendimento in aula è fondamentale tanto quanto quello sul luogo di lavoro.

E' poi seguita una tavola rotonda dal titolo "Apprendistato duale: modello da estendere e sviluppare?" con Roberto Conti (Cfp Upt, Trentino), Peter Hofer (Ögb Tirol), Claudio Corrarati (Cna-ShvN Alto Adige) e Franco Ianeselli (Cgil del Trentino), moderata dal giornalista Peter Litturi.

9 maggio 2014

 

 

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