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Congresso Cgil. Barbi: «Definanziarizzare l'economia e redistribuire la ricchezza per uscire dalla crisi»

La ricetta del segretario nazionale ha chiuso il 18° congresso della Cgil del Trentino. In due giornate oltre 40 interventi per un dibattito vivace e costruttivo

A chiudere il 18° congresso della Cgil del Trentino, in corso al teatro di Vezzano, è stato Danilo Barbi, membro della segretaria nazionale della Cgil. Barbi ha affrontato il tema della crisi, «che non è finita» - ha avvertito - e sulla quale «si sta discutendo in tutto il Paese, in ogni posto di lavoro» perché «è sempre più chiaro che siamo davanti alla crisi di un intero modello di produzione e di consumo, della crisi del capitalismo finanziario».

Dentro questa crisi globale, c'è una crisi europea che mina l'unità dell'euro. «Non può durare a lungo - ha detto il segretario nazionale - una moneta unica in un'Europa così spaccata. Anziché un'idea di conflitto, è necessaria un'idea di cooperazione per guardare al futuro in modo costruttivo». Critico con le banche e il mondo della finanza a livello internazionale, Barbi - parlando della crisi che morde l'Italia - ha sottolineato che queste deriva «da una spesa pubblica sbagliata, ma soprattutto dall'evasione fiscale che attanaglia il nostro Paese».

Per uscirne, è fondamentale «definaziarizzare l'economa e redistribuire la ricchezza, con politiche fiscali e salariali, aggredendo l'evasione fiscale e aumentando il prelievo sui redditi più alti, sui grandi patrimoni e sulle grandi rendite finanziarie». E ancora: puntare sulla green economy, sulla sostenibilità, sull'innovazione industriale. Sul governo Renzi, Barbi ha affermato che «qualcosa è cambiato, ma non abbiamo ancora capito cosa».

«E' necessario un sostegno alla domanda interna - ha affermato - indirizzando i capitali vesto investimenti produttivi anziché finanziari», ma ha criticato duramente gli interventi sul mercato del lavoro (dal tempo determinato all'apprendistato). Ed ha affondato il colpo: «se il premier vuole rottamare la Cgil, farà più fatica rispetto a quella che ha fatto coi partiti di questi tempi qua. La Cgil - ha concluso - rappresenta ancora qualcosa in questo Paese».

Con queste riflessioni si è concluso un congresso che ha visto la partecipazione di circa 200 delegati, protagonisti di un dibattito vivace e aperto, con oltre 40 interventi nelle due giornate di lavoro e confronto.

28 marzo 2014

 

 

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